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La Cina critica il discorso di Abe negli Usa

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Abe in un discorso al Congresso Usa, ha confermato quanto la sua visita aveva anticipato: l’alleanza militare con gli Stati Uniti è ormai globale e non solo regionale. Abe ha celebrato gli Stati Uniti, ma è stato molto attento a non esporsi su quelli che in Asia sono considerati i «crimini» dei giapponesi. E su Abe, non poteva che scatenarsi il fuoco polemico di Pechino.

 

Come ha riportato la stampa americana, «Abe ha attirato una grande folla nel suo discorso al Congresso, il primo di un capo di Stato giapponese a una sessione congiunta e i parlamentari hanno applaudito spesso. In un momento emozionante, Abe ha indicato la galleria dove il tenente generale Lawrence Snowden, che ha combattuto in Giappone durante la battaglia di Iwo Jima nel Pacifico, era seduto accanto a un membro del Parlamento del Giappone, il cui nonno, il generale Tadamichi Kuribayashi, ha guidato le forze giapponesi a Iwo Jima e vi morì. “Come dovremmo chiamare questo, se non miracolo della storia? I nemici che un tempo hanno combattuto tra loro in modo feroce sono diventati amici uniti nello spirito”, ha detto Abe».

Secondo Yasunori Sone, professore di politica presso la Keio University, «l’impegno di Abe a contribuire di più all’alleanza era genuino e semplicemente espresso nel suo discorso. Il punto è stato quello di non farlo apparire come un revisionista storico o che ci sia alcun allontanamento dagli Stati Uniti nella posizione sulla sicurezza del Giappone», ha specificato il professor al Wall Street Journal.

Di ben altro tenore le reazioni cinesi a questa mossa internazionale di Abe. «Per molti di quelli che vogliono che il primo ministro giapponese di destra Shinzo Abe chiarisca le sue opinioni sulla storia e chieda scusa per le atrocità dei militari giapponesi durante la seconda guerra mondiale, il suo discorso a una sessione congiunta del Congresso degli Stati Uniti è stato una grande delusione», ha esordito un editoriale al vetriolo del China Daily.

Il discorso – prosegue il China Daily – «mostra chiaramente che Abe non ha cambiato le sue opinioni su questo 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale». Il primo ministro giapponese – secondo i cinesi – avrebbe causato più dolore alle persone dei paesi vicini negli ultimi anni, «mettendo in discussione che la seconda guerra mondiale ha costituito un’aggressione da parte del Giappone e negando che la coercizione sia stata utilizzata dai militari giapponesi nell’esecuzione del terribile sistema delle donne di conforto».

Nel suo discorso «Abe ha continuato a concentrarsi sul ruolo nel mondo del Giappone nel secondo dopoguerra. Ma il contributo positivo del Giappone al mondo negli ultimi decenni, non permette ai leader e politici giapponesi il diritto di cancellare la storia. Non abbiamo visto leader tedeschi cercare di riscrivere la storia nazista o negare l’Olocausto per il fatto che dopo la guerra la Germania ha dato un grande contributo alla pace e alla prosperità del mondo».

E’ vero che le persone possono avere opinioni diverse, ma dovremmo permettere le differenze quando le persone come Abe cercano di negare “l’aggressione” e “la coercizione” da parte del Giappone imperiale?

@simopieranni

 

 

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