La Cina e i consigli del FMI


Nei giorni scorsi la stampa internazionale ha ripreso con molta enfasi i consigli del Fondo Monetario Internazionale alla Cina. In particolare il Financial Times, non a caso, ha dedicato ampio spazio al report del FMI, mentre oggi la Reuters riporta un articolo secondo il quale la crisi cinese comincerebbe a danneggiare anche le aziende statunitensi.

Nei giorni scorsi la stampa internazionale ha ripreso con molta enfasi i consigli del Fondo Monetario Internazionale alla Cina. In particolare il Financial Times, non a caso, ha dedicato ampio spazio al report del FMI, mentre oggi la Reuters riporta un articolo secondo il quale la crisi cinese comincerebbe a danneggiare anche le aziende statunitensi.

 

 

Di sicuro il rallentamento cinese c’è, lo ammettono gli stessi politici locali; quest’ultimi hanno provato a giustificare il rallentamento come una sorta di «occasione» per rimodellare il proprio impianto produttivo e finanziario. Si tratta sicuramente di propaganda, ma c’è anche del vero: per la Cina da tempo si parla di un cambiamento di paradigma alla ricerca di quell’alchimia capace di tramutare la quantità in qualità (processo nel quale bisogna ammettere la Cina non è proprio degna di nota).

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