EN

eastwest challenge banner leaderboard

La Cina incorona Xi, ma i pechinesi come vivono il Congresso?

Indietro

Domani inizia il Congresso del Partito che potrebbe dare tutti i poteri a Xi. Nell’attesa Pechino si ferma e blocca tutto ciò che è in grado di turbare il Conclave: da Airbnb ai mercati, dai media a internet. E la vita si fa ancora più dura per migranti e dissidenti

Come spiegato su eastwest.eu in precedenti articoli, il 19esimo congresso del Pcc, il cui inizio è previsto il 18 ottobre, sarà soprattutto un evento che vedrà protagonista l’attuale numero uno Xi Jinping. Ma rispetto ad altri meeting di «metà mandato» presidenziale (i congressi si svolgono ogni cinque anni) questo diciannovesimo non sembra meno rilevante del precedente che vide proprio l’inconorazione di Xi.

Pur essendo scontata la conferma per altri cinque anni di Xi a capo del partito e del Paese, l’attuale leader, in realtà, sembra giocarsi tutto: al termine del congresso potrà infatti avere Comitato centrale, Politburo e ufficio politico del Politburo, i principali organi decisionali del partito comunista cinese, totalmente sotto controllo. Non solo, perché il suo «pensiero» potrà essere inserito nella carta costituzionale del partito comunista, portando Xi direttamente nella storia perpetua della Cina. E infine, il domino di nomine potrebbe garantirgli un altro record, ovvero la possibilità di essere il numero uno per 15 anni e non per i canonici 10.

Quindi: il congresso del partito comunista ha sicuramente il suo protagonista, le sue liturgie, i suoi rituali e schemi. Ma cosa significa per il resto della popolazione cinese?

A Pechino blocchi, censure e controlli

In occasione del diciottesimo congresso del 2012, l’atmosfera non era tanto diversa da quella che viene registrata in queste settimane a Pechino. Il sito internet Shanghaiist ha riportato la notizia del blocco delle prenotazioni degli airbnb nei 20 chilometri intorno a piazza Tiananmen senza alcuna spiegazione. Ma si tratta di una consuetudine, almeno quando si avvicina il Congresso. In molti casi attività, manifestazioni, concerti, eventi precedentemente organizzati, improvvisamente vengono rinviati senza alcuna spiegazione. Ma è chiara la ragione: «il diciannovesimo!», risponderebbe sicurissimo un pechinese.

Gli abitanti della capitale – da parte loro – reagiscono ciascuno a proprio modo: chi ironizza, chi fondamentalmente fa finta di niente, chi è completamente disinteressato e patisce gli eventuali problemi legati allo stato di emergenza senza battere ciglio.

Chi soffre maggiormente il clima di tensione e di sicurezza portata ai livelli massimi possibili dalle autorità, sono due categorie di persone: i cosiddetti dissidenti e i lavoratori migranti. Si tratta di due categorie di persone che in queste occasioni – come accade ad esempio per l’anniversario di Piazza Tiananmen il 4 giugno – sono temute da governo e corpi di polizia. Si temono dimostrazioni, iniziative, manifestazioni in grado di attirare soprattutto l’attenzione dei media internazionali, presenti in massa in Cina in questo periodo. Per questo dissidenti e lavoratori migranti sono sottoposti a maggiori controlli: vengono spesso richiamati nelle varie questure locali. I documenti dei migranti e i loro permessi per vivere nella capitale sono passati al setaccio.

Anche gli stranieri, che però non possono certo lamentarsi, nei giorni che precedono il congresso ricevono spesso visite di poliziotti per controlli: passaporto, visto e permesso di residenza ottenuto nel posto di polizia più vicino, è meglio siano in regola, cosa che talvolta viene sottovalutata da «expat» che ritengono – con un po’ di presunzione – di potersi muovere fuori dalle regole cinesi.

Non mancano i controlli virtuali: la guerra alle vpn, strumenti grazie al quale si supera, non senza difficoltà, il Great Firewall cinese, cominciano a lavorare meno bene portando a vere e proprie crisi isteriche. Sembra di navigare con un modem di 20 anni fa. Analogamente le app subiscono restrizioni e rallentamenti.

Internet come vent’anni fa

I siti stranieri sono ancora più difficilmente raggiungibili mentre l’informazione locale è completamente a senso unico. Nelle strade si notano molto più del solito banner di propaganda, mentre la stampa comincia a ricordare i doveri dei comunisti e la necessità di essere «in linea» con i dettami del partito comunista. Come testimoniato inoltre da China Digital Times – come accade di consueto nei momenti più rilevanti della vita cinese – le direttive del «Ministero della verità» come viene ironicamente chiamato il Ministero della propaganda, compiono il loro massimo sforzo, chiedendo a tutti i media nazionali di attenersi rigidamente solo a quanto rilasciato dall’agenzia di Stato Xinhua. Allo stesso tempo sono presidiati forum e discussioni pubbliche on line, ancora più del solito.

Ma per Xi Jinping il cielo è sempre più blu

C’è qualche lato positivo per i pechinesi? Sì: solitamente in occasione di questi eventi così importanti il cielo grigio e denso di smog di Pechino si apre a un azzurro intenso, schiacciato da un sole acido a rischiarare le strade, mentre il vento già pungente dell’ottobre nel nord-est cinese sembra rispettare l’evento epocale regalando un clima privo delle consuete particelle inquinanti. Così che l’Imperatore possa avere un Cielo propizio.

@simopieranni

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA