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La “città d’autore” affronta il dopo Lee Kuan Yew


L’inevitabile addio al fondatore 90enne si avvicina. È un’opportunità e un rischio per la più feroce delle Tigri asiatiche.

L’inevitabile addio al fondatore 90enne si avvicina. È un’opportunità e un rischio per la più feroce delle Tigri asiatiche.

Cinquant’anni fa, Singapore era poco più di un villaggio di pescatori appena abbandonato dagli inglesi e sulla via dell’espulsione dalla Malaysia. L’esponenziale crescita da minuscolo territorio equatoriale a “Svizzera asiatica” è il prodotto di mezzo secolo di guida dell’ex Premier Lee Kuan Yew e del suo autoritarismo improntato all’efficienza. Il “padre di Singapore” ha però appena compiuto 90 anni, evidenziando un progressivo indebolimento. E mentre un dibattito nazionale sulla sua eredità ancora manca, la ricca città-stato si sta scoprendo sempre più insicura.

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