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La Eac riduce le tariffe roaming per favorire crescita e integrazione


Gli abbonati di telefonia mobile di Kenya, Uganda e Ruanda potranno beneficiare di una notevole riduzione dei costi per chiamare da un Paese all’altro, grazie a un accordo raggiunto dai ministri delle Telecomunicazioni delle tre nazioni dell’Africa orientale.

Gli abbonati di telefonia mobile di Kenya, Uganda e Ruanda potranno beneficiare di una notevole riduzione dei costi per chiamare da un Paese all’altro, grazie a un accordo raggiunto dai ministri delle Telecomunicazioni delle tre nazioni dell’Africa orientale.

 

credits Esha Mufti. www.stimson.org

In virtù di quest’intesa, gli operatori locali dovranno rivedere le tariffe per il roaming internazionale. Secondo le prime stime, il costo medio di una telefonata dall’Uganda al Kenya diminuirà di oltre il 60% (da 26 a 10 scellini kenioti = da 2,23 a 0,85 centesimi di euro) e secondo il New York Times l’intera operazione produrrà un abbattimento medio delle comunicazioni transfrontaliere pari a 200 franchi ruandesi al minuto (circa 23 centesimi di euro).

All’intesa dovrebbero aderire in futuro anche Burundi e Tanzania, gli altri due dei cinque Paesi membri della Comunità dell’Africa orientale (Eac). L’organismo, fondato nel 2000, punta a favorire l’integrazione economica della regione e in quest’ottica ha lanciato il progetto “One Network Area”, che prevede l’adozione entro il 2015 di una tariffa per il roaming uniforme in tutti i Paesi Eac, con l’inclusione del Sud Sudan.

Secondo il Ceo di Safaricom, Bob Collymore, “l’iniziativa costituisce una pietra miliare per consentire alle persone che vivono nella regione orientale dell’Africa una maggiore accessibilità ai servizi Ict, in linea con le aspirazioni di sviluppo della Eac”.

Tra tutti i Paesi aderenti alla Eac, quello che si è sempre impegnato per arrivare alla realizzazione di una tariffa comune è il Kenya, che è pure l’unica nazione dell’Africa orientale che non impone tasse sulle chiamate transfrontaliere.

Del resto, quello keniota è uno dei mercati chiave della telefonia mobile in Africa sub-sahariana, come certifica l’ultimo rapporto della Gsma relativo allo sviluppo del settore in Africa sub-sahariana, che rileva come, tra il 2007 e il 2012, gli operatori di telefonia mobile abbiano investito oltre tre miliardi di dollari nel Paese africano, la maggior parte dei quali rivolti all’espansione della capacità della rete, mediante l’aumento del 250% del numero di stazioni radio base.

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