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La guerra invisibile che si combatte a Donetsk


La “capitale” della Dnr si sta trasformando in una vetrina per giornalisti. È molto difficile guardare oltre la superficie e anche riuscendo ad andare al fronte, oltre a veder sparare, non si riesce a capire molto di più di questa guerra. Non c’è più ostilità verso i reporter occidentali, come un paio di mesi fa, la città continua il suo lento ritorno a un’apparente normalità e le nuove istituzioni assumono sempre più una parvenza ufficiale. Intanto i colpi di mortaio sono diventati un sottofondo cui si fa presto l’orecchio mentre a un paio di chilometri dal centro si continua a morire. Perché questa è una guerra che si sente ma non si vede.

La “capitale” della Dnr si sta trasformando in una vetrina per giornalisti. È molto difficile guardare oltre la superficie e anche riuscendo ad andare al fronte, oltre a veder sparare, non si riesce a capire molto di più di questa guerra. Non c’è più ostilità verso i reporter occidentali, come un paio di mesi fa, la città continua il suo lento ritorno a un’apparente normalità e le nuove istituzioni assumono sempre più una parvenza ufficiale. Intanto i colpi di mortaio sono diventati un sottofondo cui si fa presto l’orecchio mentre a un paio di chilometri dal centro si continua a morire. Perché questa è una guerra che si sente ma non si vede.

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