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La lustrazione non cambierà l’Ucraina


E’ trascorso poco meno di un anno dall’inizio di Euromaidan, Janukovich è scomparso, l’Ucraina ha firmato l’Accordo di associazione con l’Ue e il presidente Poroshenko gode di un consenso vastissimo. Il resto della classe politica e dirigente, però, è ancora ai propri posti e continua ad arricchirsi.

E’ trascorso poco meno di un anno dall’inizio di Euromaidan, Janukovich è scomparso, l’Ucraina ha firmato l’Accordo di associazione con l’Ue e il presidente Poroshenko gode di un consenso vastissimo. Il resto della classe politica e dirigente, però, è ancora ai propri posti e continua ad arricchirsi.

 

 Photo VirtualMaidan

Il presidente della Rada, Turchynov, ha firmato lo scorso 25 settembre la legge sulla lustrazione, ma la controfirma del presidente Poroshenko tarda ad arrivare. Intanto la Corte suprema ha espresso dubbi di costituzionalità della legge. Il provvedimento era stato votato dalla Rada nello stesso giorno in cui veniva ratificato l’Accordo di associazione con l’Unione europea. L’obiettivo della legge è ripulire tutti i livelli delle istituzioni da chi si è compromesso con la gestione pubblica di Janukovich, ma già l’esito della votazione la dice lunga su quanto questa legge rischi di causare un ulteriore strappo nel Paese. Secondo il sito dell’associazione Lustrjatsija, un’Ong promossa da un gruppo di avvocati ucraini, solo tre partiti hanno votato in maniera compatta la legge: il partito di estrema destra Svoboda, l’Udar del pugile Klychko e Batkkivshyna della Tymoshenko. E solo i parlamentari di Svoboda hanno votato all’unanimità. In fondo alla lista ci sono il Partito delle regioni dell’ex presidente Janukovich, 10 parlamentari su 77, e il gruppo “Per la pace e stabilità”, formato da ex deputati comunisti e del Partito delle regioni, con un solo voto su 36. È chiaro perché questa legge faccia paura a molti.

Voglia di giustizialismo

“Nessuna legge è stata così difficile da realizzare come quella sulla lustrazione”, ha detto Turchynov. “Ci sono state molte speculazioni, dichiarazioni provocatorie e tentativi di boicottare l’adozione e la firma della legge”. Adesso che il testo è in attesa della firma presidenziale ha aggiunto che “Ogni giorno che passa senza quella firma è un freno alle riforme. Tutte le dichiarazioni di cambiamento senza quella legge sono solo slogan”. Ma a qualcuno gli slogan potrebbero interessare.

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