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Usa, accordo con il Guatemala sui migranti

I dettagli dell’accordo non sono chiari, ma il Guatemala si impegna ad accogliere i richiedenti asilo da Honduras ed El Salvador

Un migrante guatemalteco reagisce al suo arrivo dagli Stati Uniti, a Città del Guatemala, Guatemala, 16 luglio 2019. REUTERS/Luis Echeverria
Un migrante guatemalteco reagisce al suo arrivo dagli Stati Uniti, a Città del Guatemala, Guatemala, 16 luglio 2019. REUTERS/Luis Echeverria

Donald Trump ha detto di aver raggiunto un accordo di Paese terzo sicuro con il Guatemala, che obbligherebbe i migranti che attraversano il Paese a fare domanda di asilo lì invece che negli Stati Uniti, meta finale del loro viaggio. L’accordo potrebbe permettere di alleviare la pressione sulla frontiera statunitense, visto che la maggior parte dei richiedenti asilo provengono dall’America Centrale e che il Guatemala è un tappa di passaggio obbligatoria per i migranti dall’Honduras e da El Salvador.

I dettagli dell’accordo non sono al momento noti: dovrebbe entrare in vigore ad agosto; tuttavia, a differenza della Casa Bianca, il Governo del Guatemala non ha utilizzato il termine di “Paese terzo sicuro”. La settimana scorsa la Corte costituzionale guatemalteca aveva infatti emesso delle ingiunzioni per impedire al Presidente Jimmy Morales di firmare un patto di questo tipo con gli Stati Uniti. E Trump, innervosito per lo stallo nei negoziati, aveva minacciato ritorsioni di tipo commerciale.

Il Guatemala non è attrezzato per dare accoglienza a grandi masse di persone – l’anno scorso ha ricevuto appena 259 richieste di asilo –, senza contare la situazione di violenza e l’inefficienza delle forze di polizia. In cambio dello sforzo, gli Stati Uniti hanno promesso di espandere l’accesso ai visti lavorativi stagionali per i braccianti guatemaltechi.

L’amministrazione Trump vorrebbe raggiungere un accordo di Paese terzo sicuro anche con il Messico, altro Paese di passaggio e confinante con il Guatemala, in modo da ridurre il più possibile l’afflusso migratorio ai propri confini. Il Messico si rifiuta di negoziare, ma si è impegnato ad aumentare gli arresti e le deportazioni. 

@marcodellaguzzo

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