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Algeria, l’opposizione boicotta il voto

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Bassa affluenza per le elezioni presidenziali in Algeria, vinte dall’ex Primo Ministro Tebboune. L’opposizione in protesta chiede un reale cambio di sistema

Manifestanti algerini durante la protesta che rifiuta le elezioni presidenziali ad Algeri, Algeria, 10 dicembre 2019. REUTERS/Ramzi Boudina
Manifestanti algerini durante la protesta che rifiuta le elezioni presidenziali ad Algeri, Algeria, 10 dicembre 2019. REUTERS/Ramzi Boudina

L’ex Primo Ministro Abdelmadjid Tebboune ha vinto le elezioni presidenziali in Algeria con il 58,15% delle preferenze, stando ai risultati diffusi ieri dall’autorità elettorale. Tebboune succederà dunque ad Abdelaziz Bouteflika, l’ex Presidente algerino dimessosi lo scorso aprile – era in carica dal 1999 – dopo settimane di proteste popolari.

Il dato più interessante di queste elezioni, tenutesi giovedì 12 dicembre, è quello relativo all’affluenza, che è stata del 40% appena. La tornata è stata infatti boicottata dall’opposizione – cioè dai movimenti di piazza che hanno forzato Bouteflika alla rinuncia –, che chiedeva una rottura netta con il passato. Tutti i cinque candidati erano invece legati al vecchio sistema politico, indicato di solito come le pouvoir, “il potere”: tutti, incluso ovviamente il vincitore delle elezioni, Tebboune, che è stato Primo Ministro sotto la presidenza di Bouteflika.

L’opposizione accusa Tebboune di essere un fantoccio nelle mani del generale Ahmed Ghaid Salah, considerato l’effettivo leader dell’Algeria. Durante le proteste di aprile l’esercito si era schierato con il popolo e ne aveva sposato le richieste di cambiamento, ma solo formalmente: le forze armate puntavano soltanto a “ripulire” la propria immagine di fronte all’opinione pubblica e non a mettere davvero in discussione il sistema politico, sul quale anzi esercitano una fortissima influenza.

La scarsa partecipazione al voto permetterà all’opposizione di contestare con più forza la legittimità di Tebboune. L’esercito, al contrario, sperava che un’alta affluenza alle urne facilitasse l’affievolirsi delle proteste, l’insediamento del nuovo Presidente e il ritorno alla normalità politica. Finora la guida del Paese era stata provvisoriamente assunta da Abdelkader Bensalah.

@marcodellaguzzo

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