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La Bolivia verso nuove elezioni

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La Presidente ad interim avvia le procedure per nuove elezioni, dopo la rinuncia di Morales. Ma non riesce a unire il Paese, immerso nel caos

Sostenitori dell'ex Presidente Evo Morales partecipano a una manifestazione a Cochabamba, Bolivia, 18 novembre 2019. REUTERS/Marco Bello
Sostenitori dell'ex Presidente Evo Morales partecipano a una manifestazione a Cochabamba, Bolivia, 18 novembre 2019. REUTERS/Marco Bello

La Presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Áñez, ha presentato al Parlamento una legge elettorale per indire nuove elezioni e annullare quelle del 20 ottobre scorso, vinte da Evo Moralesdimessosi su pressione dell’esercito e fuggito in Messico – tra qualche irregolarità. Al momento, non è stata fissata una data per il voto.

L’autoproclamato Governo di Áñez, del partito di opposizione di destra Movimento Democratico Sociale, considera le elezioni necessarie per pacificare il Paese. Dal giorno delle dimissioni di Morales, infatti, in Bolivia sono scoppiate nuove proteste, portate avanti dai sostenitori dell’ex-Presidente (molti sono indigeni), alle quali le forze di sicurezza hanno risposto con violenza: sono finora morte più di trenta persone.

Áñez aveva promesso di guidare la nazione verso l’unità, ma di fatto le sue azioni hanno avuto l’effetto contrario di esasperare le divisioni esistenti. Mossa probabilmente dall’obiettivo di cancellare l’eredità di Morales, sta insistendo parecchio sulla fede cristiana – escludendo così la popolazione indigena – e ha già impresso una svolta alla politica estera boliviana rompendo i rapporti diplomatici con il Venezuela di Nicolás Maduro, ideologicamente vicino all’ex-Presidente.

I sostenitori di Morales parlano di un colpo di stato militare nei suoi confronti, ma è un’accusa meno solida di quanto sembri. L’esercito è certamente stato determinante nell’indurre Morales alle dimissioni lo scorso 10 novembre, ma è altrettanto vero che la sua rinuncia è arrivata dopo settimane di proteste nei suoi confronti, con i manifestanti che lo accusavano – soprattutto, ma non solo – di frode elettorale.

La caduta di Morales sembra stia avendo delle ripercussioni in Nicaragua, incoraggiando l’opposizione locale a protestare contro il Presidente Daniel Ortega – di sinistra e vicino a Morales, al potere dal 1979 –, il cui regime si è reso responsabile di violente repressioni del dissenso.

@marcodellaguzzo

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