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La Cina sottrae un altro alleato a Taiwan

Prima le isole Salomone, ieri Kiribati: Taiwan ha sempre meno alleati e la Cina è sempre più influente nel Pacifico. Preoccupati gli Stati Uniti

Il Ministro degli Esteri di Taiwan Joseph Wu partecipa a una conferenza stampa e annuncia la decisione di Taiwan di porre fine ai legami diplomatici con la nazione delle isole del Pacifico di Kiribati, a Taipei, Taiwan, 20 settembre 2019. REUTERS/I-Hwa Cheng
Il Ministro degli Esteri di Taiwan Joseph Wu partecipa a una conferenza stampa e annuncia la decisione di Taiwan di porre fine ai legami diplomatici con la nazione delle isole del Pacifico di Kiribati, a Taipei, Taiwan, 20 settembre 2019. REUTERS/I-Hwa Cheng

Kiribati, una piccola repubblica insulare nell’Oceano Pacifico, ha deciso ieri di interrompere i rapporti formali con Taiwan per avviare invece relazioni diplomatiche con la Cina. Pechino non riconosce infatti Taiwan – nota ufficialmente come Repubblica di Cina, la cui capitale è Taipei – come uno Stato indipendente e dunque libero di avere legami con altre nazioni, ma piuttosto come una provincia cinese da ricongiungere al resto del territorio.

La decisione di Kiribati di ristabilire le relazioni con Pechino, interrotte nel 2003 con il riconoscimento di Taipei, può apparire un fatto marginale ma non lo è: la notizia, anzi, è densa di implicazioni.

La Cina sta portando avanti una strategia di isolamento internazionale di Taiwan. Solo lunedì scorso anche le Isole Salomone – nel Pacifico meridionale – hanno tagliato gli storici rapporti con Taipei per allearsi con Pechino. Dal 2016 Taiwan ha perso ben sette alleati e ad oggi possiede legami diplomatici con appena 15 Paesi. La Cina può sfruttare la sua potenza economica e le promesse di benefici per convincere queste nazioni – spesso piccole e bisognose di aiuti – a passare dalla sua parte: il portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha detto, ad esempio, che Kiribati potrà giovare di “opportunità economiche senza precedenti” ora che la Cina è al suo fianco. Taiwan ha accusato la Cina di voler influenzare la propria politica interna, viste le imminenti elezioni.

La Cina sta concentrando i suoi sforzi diplomatici contro Taiwan nel Pacifico, regione nella quale gode ormai di sempre maggiore influenza. Questa espansione cinese è vista con preoccupazione dagli Stati Uniti, che sono alleati di Taiwan – ma non la riconoscono formalmente – e che considerano l’Asia-Pacifico una zona dall’enorme valore strategico. Molte delle tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino si concentrano infatti proprio qui. 

@marcodellaguzzo

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