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Anche la Colombia in piazza

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Duecentomila persone in strada per la manifestazione più grande degli ultimi dieci anni. Il vento soffia da Santiago

Una ragazza durante una manifestazione in occasione dello sciopero nazionale a Bogotà, Colombia, 21 novembre 2019. REUTERS/Luisa Gonzalez
Una ragazza durante una manifestazione in occasione dello sciopero nazionale a Bogotà, Colombia, 21 novembre 2019. REUTERS/Luisa Gonzalez

Come già altrove in Sudamerica (Ecuador, Cile, Bolivia), anche in Colombia ci sono state delle grosse proteste contro il Presidente Iván Duque, in carica da neanche quattro mesi ma già molto impopolare, con un tasso di approvazione del 26% appena.

Secondo le stime, circa 207mila persone – soprattutto studenti, insegnanti e sindacalisti – hanno partecipato allo sciopero di giovedì scorso, descritto come una delle manifestazioni più grandi nella storia recente del Paese. Le proteste sono state descritte come in larga parte pacifiche, anche se ci sono stati 98 arresti, quasi 300 feriti tra manifestanti e poliziotti e almeno tre morti.

Le ragioni dello scontento sono varie e in parte simili a quelle che hanno animato le agitazioni in altre zone dell’America Meridionale: i colombiani protestano contro alcune riforme economiche elaborate dal Governo e contro la lenta implementazione dell’accordo di pace con le Farc, ma anche contro la corruzione, la disuguaglianza, l’impunità e le violenze verso gli attivisti sociali e gli indigeni.

Resta tuttavia da capire se la rabbia nei confronti del Presidente Duque celi un’insoddisfazione più generale per il funzionamento dell’intero sistema politico, come nel caso del Cile e in parte anche in quello della Bolivia. Non bisogna però commettere l’errore di analizzare le proteste in Sudamerica come se fossero capitoli di un’unica, grande storia: sebbene delle tendenze comuni siano presenti – e il fattore imitazione non vada dimenticato –, ogni Paese è un caso a sé e una sintesi assoluta è impossibile.

Al momento, non è chiaro se lo sciopero di giovedì in Colombia possa evolvere in qualcosa di più esteso. Le proteste stanno comunque continuando ed è stato imposto il coprifuoco nella capitale Bogotá. Il Presidente ha annunciato, per la prossima settimana, l’avvio di un “dialogo nazionale” nel tentativo di riportare la situazione alla normalità.

@marcodellaguzzo

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