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Corea del Nord, il ritorno dei missili

Messaggi convulsi da Pyongyang: accetta il dialogo con gli Stati Uniti e mette in mostra i muscoli. Tensioni con Giappone e Corea del Sud

La gente guarda una TV che trasmette la notizia secondo cui si ritiene sia stato lanciato un missile dalla Corea del Nord da un sottomarino, a Seoul, Corea del Sud, 2 ottobre 2019. REUTERS/Kim Hong-Ji
La gente guarda una TV che trasmette la notizia secondo cui si ritiene sia stato lanciato un missile dalla Corea del Nord da un sottomarino, a Seoul, Corea del Sud, 2 ottobre 2019. REUTERS/Kim Hong-Ji

Tutto in poche ore: prima la Corea del Nord annuncia il riavvio dei colloqui con gli Stati Uniti sulla denuclearizzazione della penisola, poi si esercita lanciando missili balistici da un sottomarino, innervosendo il Giappone e ponendo ostacoli al nuovo round di negoziati.  La Repubblica Popolare Democratica di Kim Jong-un sorprende ancora una volta il mondo della politica internazionale, con capovolgimenti di fronte che spiazzano le controparti e alzano ulteriormente l’asticella della tensione.

La vicenda si è svolta nell’arco di 48 ore: nella giornata di martedì l’agenzia Kcna ha diffuso una dichiarazione della Vice Ministra agli Affari Esteri, Choe Son Hui, nella quale si legge che Corea del Nord e Usa hanno concordato sull’avvio di contatti preliminari, da tenersi il 4 ottobre, per arrivare a vere e proprie negoziazioni il 5. Attraverso il comunicato, Choe afferma che “la sua aspettativa è che si possano accelerare i tempi per uno sviluppo positivo delle relazioni” tra Pyongyang e Washington.

Con il test missilistico, il Governo nordcoreano mette alla prova la diplomazia internazionale e in particolare quella statunitense. Le critiche nei confronti di Mike Pompeo, definito recentemente dal Ministro degli Esteri Ri Yong-ho “una tossina, un fanatico della diplomazia statunitense che abusa della retorica sulle sanzioni”, non hanno aiutato al dialogo tra le parti. Allo stesso tempo, Pyongyang ribadisce fiducia verso Donald Trump, il quale ha instaurato un rapporto positivo con Kim.

Ma l’ultimo lancio missilistico ha scatenato le reazioni di molteplici attori internazionali, su tutti i vicini giapponesi e sudcoreani. Tokyo fa sapere che un razzo è caduto all’interno della sua zona economica esclusiva, senza conseguenze a mezzi o persone. Shinzo Abe, Primo Ministro del Giappone rieletto lo scorso luglio, ha condannato il gesto affermando che viola le risoluzioni delle Nazioni Unite.

Il Consiglio per la Sicurezza Nazionale di Seul ha espresso forte preoccupazione per il lancio, spiegando che è altamente probabile si sia trattato di un test condotto da un sottomarino. Per l’Unione Europea il lancio è “un’azione provocatoria: solo il supporto della comunità internazionale e la ripresa dei negoziati tra Usa e Corea del Nord può portare a una pace duratura nella penisola.” 

@melonimatteo

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