Trump, la barzelletta del muro

Trump dichiara lo stato di emergenza nazionale per costruire il muro con il Messico. Ma al massimo si farà un muretto...

La gente si riunisce per protestare contro la dichiarazione di emergenza nazionale del Presidente Donald Trump per costruire il muro al confine con il Messico, al Trump International Hotel & Tower di Manhattan, New York, Stati Uniti, 15 febbraio 2019. REUTERS/Andrew Kelly
La gente si riunisce per protestare contro la dichiarazione di emergenza nazionale del Presidente Donald Trump per costruire il muro al confine con il Messico, al Trump International Hotel & Tower di Manhattan, New York, Stati Uniti, 15 febbraio 2019. REUTERS/Andrew Kelly

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per costruire il muro al confine con il Messico. La decisione era largamente attesa: per evitare un nuovo shutdown del governo giovedì Trump aveva firmato la legge di bilancio – frutto delle trattative tra Democratici e Repubblicani –, che però non prevede nessun fondo per la costruzione del muro.

Lo stato di emergenza permette invece al presidente di modificare la destinazione di alcuni fondi e impiegarli per far partire la costruzione del muro: si tratta in tutto di 8 miliardi di dollari, dirottati da quelli stanziati per la sicurezza della frontiera (1,3 miliardi), per alcuni programmi anti-droga (3,1 miliardi) e per l’edilizia militare (3,6 miliardi). L’iniziativa della Casa Bianca verrà sicuramente contestata per vie legali dai Democratici, che la considerano una forzatura costituzionale.

Quella del muro lungo il Messico, realizzato a spese di quest’ultimo, è stata la promessa più grande fatta da Donald Trump durante la campagna elettorale. Ad oggi, tuttavia, di questo muro non è stato costruito neanche un metro. Trump però ne rievoca continuamente la necessità – Build the Wall! – per infervorare i suoi sostenitori più fedeli, che vedono nell’immigrazione un grande problema.

Anche la dichiarazione di emergenza è una mossa elettorale: a guardare i numeri non c’è infatti nessuna crisi al confine. Il numero degli arresti di migranti irregolari è in aumento ma è ben al di sotto della media dei decenni passati; molto alto è invece il numero di richiedenti asilo, che si presentano però ai porti di entrata della frontiera. Il muro non sarà di aiuto nemmeno contro il narcotraffico, visto che anche le droghe entrano negli Stati Uniti passando per i ports of entry, mescolandosi al viavai legale di merci e persone. 

@marcodellaguzzo

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