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Il Giappone investe nel gas naturale liquefatto

Altri 10 miliardi di dollari, sia pubblici che privati, saranno spesi per realizzare infrastrutture per il gnl nel mondo. Tokyo vuole ridurre la dipendenza dal Medio Oriente 

Una fabbrica di gas naturale liquefatto (gnl), 3 giugno 2019. REUTERS/Stringer
Una fabbrica di gas naturale liquefatto (gnl), 3 giugno 2019. REUTERS/Stringer

Il Giappone ha detto che spenderà 10 miliardi di dollari per realizzare infrastrutture per il gas naturale liquefatto (gnl) in tutto il mondo. Ad annunciarlo il Ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria Isshu Sugawara, che ha specificato che gli investimenti saranno sia pubblici che privati. Il Governo fa sapere di volersi impegnare anche nella formazione di altri 500 esperti sulle tecnologie gnl. Sugawara ha precisato tuttavia che rinunciare all’energia nucleare è un’opzione “non realistica” per il Giappone.

L’obiettivo di Tokyo – il più grande importatore di gnl del pianeta – è quello di rafforzare la propria sicurezza energetica e di emanciparsi dal Medio Oriente, regione attraversata da molte tensioni che inevitabilmente si ripercuotono sui prezzi e sulla stabilità del mercato del petrolio.

Già nel 2017 il Giappone aveva annunciato lo stanziamento di un budget di 10 miliardi da destinare allo sviluppo del mercato del gas naturale liquefatto. Soldi che poi sono confluiti, in particolare, nel progetto Lng Canada – a investirci è stata Mitsubishi insieme, tra le altre, a Shell e PetroChina – per la costruzione di strutture per l’esportazione di gnl dalla regione della Columbia Britannica, nel Canada occidentale, verso l’Asia.

Il gas naturale liquefatto viene considerata una risorsa “di passaggio” e utile nel processo di transizione verso forme di energia cosiddette “pulite”. La domanda di gnl è particolarmente forte in Asia, trainata soprattutto dalla Cina. Quest’anno il gnl è stato centrale nei rapporti tra Stati Uniti, Unione Europea e Russia: Washington ha spinto molto per aumentare le esportazioni di gas naturale verso il Vecchio continente in modo da sottrarre quote di mercato (e influenza) a Mosca.

@marcodellaguzzo

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