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Libia, Haftar attacca

Il Generale Haftar conquista il campo petrolifero più grande della Libia

Khalifa Haftar, il comandante militare che domina la Libia orientale, Aguila Saleh Issa, Presidente della Camera dei Rappresentanti della Libia orientale e il Primo Ministro libico Fayez al-Sarraj durante una conferenza internazionale sulla Libia al Palazzo dell'Eliseo a Parigi, in Francia, 29 maggio 2018. Etienne Laurent/Pool via Reuters
Khalifa Haftar, il comandante militare che domina la Libia orientale, Aguila Saleh Issa, Presidente della Camera dei Rappresentanti della Libia orientale e il Primo Ministro libico Fayez al-Sarraj durante una conferenza internazionale sulla Libia al Palazzo dell'Eliseo a Parigi, in Francia, 29 maggio 2018. Etienne Laurent/Pool via Reuters

L’Esercito nazionale di liberazione libico, ovvero l’organizzazione militare fedele al Generale Khalifa Haftar, si è assicurato il controllo del campo petrolifero di El Sharara, nel sud-ovest della Libia. Stando alle notizie, l’occupazione di El Sharara non avrebbe incontrato resistenze da parte dei manifestanti armati, che con le loro proteste – chiedevano paghe migliori e più investimenti nella regione – avevano bloccato le attività nel campo dallo scorso dicembre.

La “conquista” di El Sharara è importante per alcune ragioni. Innanzitutto perché si tratta del più grande campo petrolifero libico, con una capacità produttiva di oltre 300.000 barili di greggio al giorno. Il campo inoltre era precedentemente sotto il controllo del Governo di Tripoli, quello guidato dal Primo Ministro Fayez al-Sarraj, riconosciuto come legittimo dall’Onu e appoggiato dall’Italia. A Sarraj si oppone appunto il più solido Generale Haftar, che controlla invece la Libia orientale – la sua roccaforte è Bengasi, sulla costa – ed è sostenuto dalla Russia, dall’Egitto, dagli Emirati Arabi Uniti e, in una certa misura, anche dalla Francia.

Il petrolio è cruciale per l’economia libica e gioca un ruolo fondamentale nello scontro tra Haftar e Sarraj (e tra Francia e Italia: sia Total che soprattutto Eni hanno grandi interessi nel Paese). Dopo essersi assicurato il controllo del petrolio e dei terminali per l’export localizzati nell’est, Haftar ha intenzione di estendere la sua influenza nella regione meridionale: nei giorni precedenti alla “presa” di El Sharara erano infatti stati registrati dei movimenti di truppe da Bengasi a Sabha, la città più importante della Libia del sud che solo teoricamente rientrava nel territorio di Sarraj. 

@marcodellaguzzo

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