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Macedonia per Tsipras

La storica visita del Primo Ministro greco apre a Skopje le porte dell'Ue e della Nato

Il Primo Ministro greco Alexis Tsipras e il Primo Ministro della Macedonia del Nord Zoran Zaev si abbracciano mentre partecipano a una conferenza stampa a Skopje, nel nord della Macedonia, 2 aprile 2019. REUTERS/Ognen Teofilovski
Il Primo Ministro greco Alexis Tsipras e il Primo Ministro della Macedonia del Nord Zoran Zaev si abbracciano mentre partecipano a una conferenza stampa a Skopje, nel nord della Macedonia, 2 aprile 2019. REUTERS/Ognen Teofilovski

Grecia e Macedonia fanno la storia, raggiungendo uno storico accordo, per niente scontato, sul nome della repubblica nata dalle ceneri della Jugoslavia. La visita del Primo Ministro greco Alexis Tsipras nella capitale nord macedone suggella l’intesa tra le due nazioni, un patto che mette fine all’annosa disputa sul nome della giovane repubblica e lascia il campo all’accesso di Skopje sia nella Nato che nell’Ue.

L’ostacolo tra i due Stati era relativo al nome di Macedonia, regione della Grecia che storicamente si estende oltre gli attuali confini del Paese. Fino ad oggi Skopje si era data il nome di FYROM, Former Yugoslav Republic of Macedonia. La preoccupazione di Atene è sempre stata relativa a possibili rivendicazioni territoriali di Skopje sul territorio greco: con l’accordo raggiunto, FYROM è ora Macedonia del Nord.

I parlamenti di Skopje e Atene hanno approvato il trattato sul nuovo nome della Macedonia a gennaio 2019. A settembre 2018 il referendum consultivo sull’accordo organizzato nell’ex FYROM era fallito, non avendo raggiunto il quorum del 50% dei partecipanti, con l’affluenza fermatasi poco sotto il 37%. Tuttavia, oltre il 94% dei macedoni del nord che hanno preso parte alla votazione ha espresso il sì al cambio di nome.

Zoran Zaev, Primo Ministro della Macedonia del Nord, ha accolto a braccia aperte Alexis Tsipras, scattando un selfie sorridente postato sulla sua pagina Twitter. “Momenti felici per un futuro ancora più felice per i popoli delle nostre nazioni amiche”, ha scritto Zaev. Tsipras, dal canto suo, ha affermato: “Le nostre regioni hanno bisogno di cooperazione e stabilità. La Grecia necessita di un vicino del nord stabile e sicuro, e la Macedonia del Nord ha bisogno di un vicino forte, che possa supportare le sue prospettive europee”.

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Eppure, il percorso è stato lungo e faticoso, con diversi segmenti delle popolazioni dei due Paesi insoddisfatte sull’esito dell’accordo. Nella Macedonia del Nord, l’ok al cambio del nome è visto da alcuni come una concessione umiliante verso Atene. In Grecia, specie nella regione della Macedonia, Tsipras è accusato d’aver tradito la nazione. “È nostra responsabilità, mia e di Zoran, dimostrare che le nostre Nazioni possono solo beneficiare dal percorso che è stato avviato”, ha sottolineato il PM greco.

Con l’accordo, per la Macedonia del Nord potrebbero aprirsi concretamente le porte per l’Ue e la Nato. Federica Mogherini, Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, ha detto che Bruxelles è determinata a supportare tutte le forze politiche del Paese nel raggiungimento dell’apertura dei negoziati per l’acceso all’Ue, già nel corso del 2019. Sul fronte Nato, al summit di Bruxelles del luglio 2018 gli Stati del Patto Atlantico hanno invitato la Macedonia del Nord ad avviare i negoziati per l’adesione. 

@melonimatteo

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