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Francia, fregate nel Mediterraneo contro la Turchia

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Macron annuncia l’invio di navi da guerra nel Mediterraneo orientale a sostegno della Grecia. Le tensioni tra Atene e Ankara riguardano il mar Egeo e Cipro

Il Presidente francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis si stringono la mano durante una dichiarazione congiunta al Palazzo dell'Eliseo a Parigi, Francia, 29 gennaio 2020. REUTERS/Benoit Tessier
Il Presidente francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis si stringono la mano durante una dichiarazione congiunta al Palazzo dell'Eliseo a Parigi, Francia, 29 gennaio 2020. REUTERS/Benoit Tessier

La Francia manderà delle navi da guerra nel mar Mediterraneo orientale per aiutare la Grecia nella disputa con la Turchia. Lo hanno annunciato il Presidente francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis, riunitisi a Parigi mercoledì scorso.

La questione turca è in cima all’agenda di Mitsotakis, del partito di centrodestra Nuova Democrazia, eletto lo scorso luglio con il 40% circa dei voti. Atene e Ankara sono entrambi membri della Nato – e dunque alleati, in teoria –, ma specialmente negli ultimi mesi la tensione (sempre viva) tra i due Paesi ha raggiunto livelli molto alti. Caccia turchi hanno violato più volte lo spazio aereo greco e Ankara ha chiesto ad Atene – che ha respinto la pretesa – di smilitarizzare 16 isole nel mar Egeo. La disputa è iniziata negli anni Settanta ma può essere fatta risalire al trattato di Losanna del 1923; ha a che vedere con la delimitazione dei confini e delle zone di influenza marittime ed aeree tra i due Paesi.

Gran parte dello scontro tra Grecia e Turchia ruota poi attorno a Cipro. L’isola è divisa dal 1974, anno del colpo di Stato dei nazionalisti filo-greci e della successiva invasione turca: la parte nord, abitata dai turchi-ciprioti, è riconosciuta solo dalla Turchia; la parte sud, abitata dai greci-ciprioti, è invece riconosciuta dalla comunità internazionale (Ankara esclusa) e fa parte dell’Unione europea.

Le acque intorno a Cipro ospitano importanti giacimenti di gas naturale: tra le compagnie energetiche coinvolte nelle attività di esplorazione figurano sia l’italiana Eni che la francese Total. Anche la Turchia vuole partecipare allo sfruttamento delle riserve, e per questo ha inviato delle navi a effettuare perforazioni: le operazioni sono però state condannate dall’Unione europea, che ha accusato Ankara di violare le acque territoriali cipriote.

Per legittimare le proprie rivendicazioni sul Mediterraneo orientale, la Turchia ha firmato un accordo con la Libia sui confini marittimi. La Grecia ne chiede l’annullamento e anche l’Italia – per bocca del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio – lo considera “inaccettabile”.

@marcodellaguzzo

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