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Muore il Sultano, quello vero

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L’anziano Sultano dell’Oman ha garantito al suo Paese sviluppo e rilevanza nella regione. Riuscirà il suo successore a proseguire la sua azione?

La sicurezza trasporta la bara del defunto Sultan Qaboos bin-Said durante il funerale a Muscat, Oman, 11 gennaio 2020. REUTERS/Sultan Al Hasani
La sicurezza trasporta la bara del defunto Sultan Qaboos bin-Said durante il funerale a Muscat, Oman, 11 gennaio 2020. REUTERS/Sultan Al Hasani

È morto nella notte di sabato, all'età di 79 anni, il Sultano dell'OmanQaboos bin Said al-Said, alla guida del Paese dal 1970. Durante il suo lunghissimo regno, il Sultano omanita ha avuto il merito di trasformare l’Oman da Paese arretrato e desolato in uno Stato moderno e, grazie a una politica estera all’insegna del buon senso, in un protagonista dello scenario politico internazionale.

Il regno di Qaboos è iniziato con un colpo di Stato incruento contro il suo stesso padre: Said bin Taymur. Negli anni successivi alla sua ascesa, il sovrano ha investito grandi risorse per modernizzare il paese, diversificando l’economia, potenziando le infrastrutture e creando un sistema scolastico invidiabile. Ha aperto l'Oman alle relazioni con la comunità internazionale, con l'ingresso nell'Onu e nella Lega araba.

Qaboos ha cercato di mantenersi neutrale rispetto alla geopolitica regionale e alle ambizioni dei suoi vicini. L’Oman non ha aderito alla coalizione araba in Yemen e si è rifiutato di allinearsi alla posizione saudita nei confronti dell'Iran e del Qatar, mantenendo stretti legami diplomatici ed economici con entrambi i Paesi. Nel 2015, ha ospitato i colloqui segreti tra diplomatici iraniani e statunitensi, che hanno portato all’accordo sul nucleare (che Donald Trump ha stracciato tre anni dopo, aprendo l’attuale crisi). Una disponibilità nei confronti di Teheran che ha messo spesso Qaboos in rotta di collisione con Riad, ma che non gli ha impedito di avere relazioni anche con Israele. Nel 2018, ha accolto ufficialmente a Muscat il Primo Ministro Netanyahu, dopo aver già ospitato negli anni Novanta Yitzhak Rabin, dopo la firma degli accordi con Yasser Arafat.

Da tempo si conosceva lo stato di salute precario del Sultano e la successione è stata veloce. Sarà il Ministro della Cultura, Haitham bin Tariq Al Said a prendere il suo posto. Cugino del defunto sultano Haitham, si è impegnato, nel suo primo discorso, a proseguire le politiche del predecessore.

Chiunque abbia visitato l’Oman negli ultimi dieci anni, avrà potuto apprezzare la qualità della classe dirigente, la modernità delle strutture scolastiche, il fascino dei luoghi e la grande capacità ricettiva delle nuovissime strutture alberghiere.

Il nuovo Sultano non ha un compito facile. E sarà chiave anche per gli equilibri geopolitici nella regione. Incrociamo le dita...

@GiuScognamiglio

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