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Orbán alla Casa Bianca dopo anni di assenza

Il premier ungherese e leader di Fidesz riabilitato da Trump nell’Olimpo dei leader vicini agli Stati Uniti…

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump saluta il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán nell'ufficio ovale della Casa Bianca a Washington, Stati Uniti, 13 maggio 2019. REUTERS/Carlos Barria
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump saluta il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán nell'ufficio ovale della Casa Bianca a Washington, Stati Uniti, 13 maggio 2019. REUTERS/Carlos Barria

Sarebbe potuto essere un incontro di routine tra due leader di nazioni alleate, ma quando si parla di Donald Trump e Viktor Orbán non si rischia certo di scadere nella banalità. Infatti, il meeting tra i due cambia in qualche modo il recente passato sia dell’uno che dell’altro Paese, riavviando un rapporto che era certamente su un binario morto. Fino a ieri.

Durante il suo primo Governo — dal 1998 al 2002 — Orbán non venne ricevuto dall’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, già preoccupato per il controllo che egli esercitava sui media e sulla stampa ungheresi. Nel 2001, recatosi alla Casa Bianca, venne relegato ad un incontro col vice di Bush, Dick Cheney. Neanche Barack Obama volle incontrare Orbán, che riconquistò il potere dal 2010 e il 2014.

Donald Trump continua, così, gli incontri con rappresentati del filone sovranista, di estrema destra o golpisti: da Benjamin Netanyahu a Jair Bolsonaro, da Rodrigo Duterte a Abdel Fattah al-Sisi, Viktor Orbán è l’ultimo della lista. Letteralmente l’ultimo, anche tra i Capi di Stato dei Paesi dell’Europa centrale. Non certo un bel segnale per il leader di Fidesz che, eppure, si era esposto tra i primi appoggiando la candidatura di Trump.

Infatti, se il comunicato della Casa Bianca parla di un incontro finalizzato “all’accrescimento della cooperazione su una serie di questioni che include commercio, energia e cyber security”, non tutti a Washington se ne rallegrano. Un gruppo bipartisan di senatori ha espresso preoccupazione sulla decrescita dei valori democratici in Ungheria e sulle eventuali ripercussioni che ciò potrebbe avere per gli Stati Uniti se la questione non verrà esplicitamente discussa tra Trump e Orbán.

Dagli ambienti governativi di Washington trapela che si discuterà di vendita di armi all’Ungheria e che l’amministrazione Trump stresserà sul riavvicinamento di Budapest agli States in chiave anti-russa e anti-cinese, forze che hanno intessuto stretti rapporti col Paese est-europeo negli ultimi anni. In ottica ungherese, l’incontro del premier Orbán col leader repubblicano è un’occasione dall’alto valore mediatico e politico per sostenere la posizione del sovranista anti-migranti ungherese, a pochi giorni dalle elezioni europee.

@melonimatteo

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