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Stallo Venezuela: fumata nera a Oslo

L’incontro in Norvegia tra Governo e opposizioni non ha dato risultati. Maduro guadagna tempo, ma la crisi economica è gravissima

Un manifestante tiene una bandiera nazionale durante una manifestazione contro Nicolas Maduro, Caracas, Venezuela, REUTERS/Carlos Garcia Rawlins
Un manifestante tiene una bandiera nazionale durante una manifestazione contro Nicolas Maduro, Caracas, Venezuela, REUTERS/Carlos Garcia Rawlins

L’incontro a Oslo, in Norvegia, tra i rappresentanti del Governo e delle opposizioni del Venezuela si è concluso mercoledì scorso senza un accordo. Le opposizioni, guidate da Juan Guaidó – il capo dell’Assemblea Nazionale, nominatosi Presidente ad interimchiedevano le dimissioni di Nicolás Maduro e la formazione di un Governo di transizione, che avrebbe avuto il compito di organizzare nuove elezioni presidenziali: quelle di maggio 2018, vinte da Maduro con il 68% circa dei voti, sono state giudicate irregolari da molti osservatori internazionali.

Visto il fallimento dell’incontro di Oslo, Guaidó ha già annunciato la ripresa delle proteste contro il Governo di Caracas, pur specificando che le opposizioni rimangono favorevoli al dialogo e alla mediazione. Il loro obiettivo è, come detto, la convocazione di nuove elezioni.

La situazione in Venezuela rimane caratterizzata da un sostanziale stallo. Le trattative politiche non stanno dando risultati. La cosiddetta “Operazione Libertà” lanciata da Guaidó a fine aprile – cioè il tentativo di rovesciare Maduro, invitando i militari a smettere di sostenerlo – è fallita: l’esercito si è confermato fedele al regime, anche perché questo gli permette di continuare a trarre profitto dal petrolio e dal contrabbando. Gli Stati Uniti proponevano un intervento militare contro Caracas, ma nemmeno questa è un’opzione percorribile: nessun alleato in Sudamerica è d’accordo, sia per ragioni storiche sia per evitare ulteriore instabilità vicino ai propri confini.

La situazione di stallo sta facendo guadagnare tempo a Maduro. Ma la crisi venezuelana è gravissima e lo stato dell’economia è pessimo: lo confermano perfino i dati ufficiali, pubblicati pochi giorni fa dalla Banca centrale del Venezuela per la prima volta dal 2015. Nel terzo trimestre del 2018 il Pil si è contratto del 22,5% rispetto allo stesso periodo del 2017 e le esportazioni petrolifere sono ulteriormente calate. L’anno scorso il tasso di inflazione è stato del 130060%. 

@marcodellaguzzo

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