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Russia e Cina sempre più vicine

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Vladimir Putin e Xi Jinping rafforzano la cooperazione con il gasdotto siberiano. Un’operazione che porterà nelle casse di Mosca 400 miliardi di dollari

Un dipendente controlla una valvola del gas presso la stazione di compressione Atamanskaya, parte del gasdotto Power Of Siberia di Gazprom, fuori dalla città di Svobodny in Estremo Oriente, nella regione di Amur, Russia, 29 novembre 2019. REUTERS/Maxim Shemetov
Un dipendente controlla una valvola del gas presso la stazione di compressione Atamanskaya, parte del gasdotto Power Of Siberia di Gazprom, fuori dalla città di Svobodny in Estremo Oriente, nella regione di Amur, Russia, 29 novembre 2019. REUTERS/Maxim Shemetov

“Questo è un evento storico non solo per il mercato mondiale dell’energia ma soprattutto per noi, Russia e Cina. Questo passo in avanti porta la cooperazione russo-cinese a un livello qualitativo superiore e ci avvicina verso l’obiettivo deciso con il leader cinese XI Jinping di scambi bilaterali pari a 200 miliardi di dollari entro il 2024.”

Le parole di Vladimir Putin, pronunciate nel giorno dell’inaugurazione del gasdotto Power of Siberia, sono all’insegna dell’ottimismo e fiduciose verso il futuro. Con l’operazione sottoscritta insieme a Pechino, la Russia incasserà nelle prossime tre decadi fino a 400 miliardi di dollari dalla sola vendita di gas siberiano. Un legame con la Cina che rafforza la partnership politica tra i due giganti e pone Mosca in una posizione di vantaggio rispetto agli altri attori internazionali che guardano all’Asia con interesse.

Il gasdotto Power of Siberia, lungo 3000 chilometri nella parte russa e che si snoda per altri 5111 chilometri nella regione cinese, porterà gas dalle località di Chayandinskoye e Kovytka, in Siberia, al nord-est della Cina. Il contratto è stato sottoscritto tra la Gazprom e la China National Petroleum Corp nel maggio 2014: nel documento si prevede che la Russia porti in Cina 5 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2020, che aumenteranno a 10 miliardi nel 2021, fino ai 15 del 2022.

Per Xi Jinping l’avvio del gasdotto “è una pietra miliare della cooperazione bilaterale nel campo energetico, un esempio dei profondi legami tra i due Paesi”. Per la Cina una fonte energetica essenziale per soddisfare, da un lato, la crescita della richiesta e dall’altra per contrastare l’uso, ancora diffuso, del carbone e di pari passo migliorare la qualità dell’aria. La Russia, dalle sanzioni imposte dall’Unione Europea in poi, si è rivolta sempre più verso altri partner commerciali: il rafforzamento delle relazioni economiche e politiche con Pechino dà ossigeno alle casse moscovite e permettono a Putin di guardare con maggiore attenzione e interesse al continente asiatico.

@melonimatteo

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