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Siria, nuove crisi a Idlib e Aleppo

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Il regime di Assad riconquista una città controllata dai ribelli. La Turchia teme una nuova ondata migratoria e minaccia l’intervento militare. Si apre un nuovo fronte ad Aleppo

Un soldato dell'esercito siriano trasporta cibo mentre attraversa Maarat al-Numan, Siria, 30 gennaio 2020. REUTERS/Yamam Al Shaar
Un soldato dell'esercito siriano trasporta cibo mentre attraversa Maarat al-Numan, Siria, 30 gennaio 2020. REUTERS/Yamam Al Shaar

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto venerdì scorso che la Turchia potrebbe lanciare un’operazione militare nel nord-ovest della Siria se il Governo siriano non interromperà l’offensiva su Idlib.

Idlib è una provincia della Siria nord-occidentale, vicina al confine turco, ed è l’unica ancora sotto il controllo dei ribelli – alcuni sostenuti dalla Turchia – che combattono contro il Presidente Bashar al-Assad. Dopo aver lanciato l’offensiva oltre un mese fa, questa settimana il regime di Damasco ha conquistato la città di Maaret al-Numan, controllata dai ribelli dal 2012 e dal grande valore strategico: si trova infatti lungo l’autostrada che connette la capitale ad Aleppo, che prima dell’inizio della guerra civile era la città più popolosa del Paese.

L’offensiva militare del regime di Assad – con il supporto della Russia – si è accompagnata a centinaia di attacchi aerei che hanno spinto circa 700mila civili a fuggire in direzione del confine turco. La Turchia già ospita 3,6 milioni di rifugiati siriani e teme adesso una nuova ondata migratoria verso il proprio territorio, che avrebbe difficoltà ad assorbire.

Proprio la tutela del confine meridionale è la ragione principale dietro al coinvolgimento di Ankara nel conflitto siriano. Lo scorso ottobre Erdogan aveva lanciato un’operazione nel nord-est della Siria con l’obiettivo di creare una “zona cuscinetto” nella quale trasferire i profughi siriani e spezzare così la continuità tra i curdi turchi (nel sud della Turchia) e i curdi siriani (nel nord della Siria).

Venerdì Erdogan ha accusato la Russia di aver violato l’accordo del 2018 sulla de-escalation della provincia di Idlib: la Turchia possiede 12 postazioni militari in questa zona e alcune di queste sono state circondate dopo l’avanzata delle forze di Damasco. L’esercito di Assad si sta adesso concentrando sulle aree intorno ad Aleppo; ieri pomeriggio i ribelli siriani hanno attaccato delle postazioni governative a nord-est della città.

@marcodellaguzzo

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