Sanzioni Usa al Venezuela

Per aumentare la pressione su Maduro, gli Usa di Trump azzerano le importazioni di petrolio. Con qualche rischio...

I sostenitori dell'opposizione prendono parte alla manifestazione contro il governo venezuelano del Presidente Nicolas Maduro e commemorano il 61 ° anniversario della fine della dittatura di Marcos Perez Jimenez a Caracas, Venezuela, 23 gennaio 2019. REUTERS/Carlos Garcia Rawlins
I sostenitori dell'opposizione prendono parte alla manifestazione contro il governo venezuelano del Presidente Nicolas Maduro e commemorano il 61 ° anniversario della fine della dittatura di Marcos Perez Jimenez a Caracas, Venezuela, 23 gennaio 2019. REUTERS/Carlos Garcia Rawlins

Gli Stati Uniti potrebbero imporre delle sanzioni verso l’export petrolifero del Venezuela. Qualora venisse confermata, la decisione costituirebbe l’ennesima forma di pressione contro il governo di Nicolás Maduro: l’amministrazione Trump ha già applicato diverse sanzioni contro Caracas, e mercoledì ha riconosciuto il leader dell’opposizione Juan Guaidó come legittimo presidente ad interim.

Se gli Stati Uniti dovessero davvero decidere di limitare – o azzerare del tutto – le importazioni di greggio dal Venezuela, arrecherebbero senza dubbio un colpo notevole alla stabilità del governo di Maduro e all’economia venezuelana, che dipende moltissimo dal petrolio. Tra l’altro, la maggior parte delle esportazioni venezuelane di greggio sono dirette proprio negli Stati Uniti.

Il blocco americano potrebbe dunque spingere il Venezuela ad aumentare le esportazioni verso altri Paesi, in particolare Cina e Russia. Entrambe le nazioni – schieratesi dalla parte di Maduro – hanno erogato grossi prestiti a Caracas, che li ripaga principalmente attraverso il petrolio.

L’ipotetico “Sì” di Donald Trump alle sanzioni – che secondo le fonti di Reuters potrebbe arrivare a breve – potrebbe inoltre rappresentare un rischio per gli stessi Stati Uniti. Anche se il volume dell’export verso gli USA sta diminuendo, il greggio venezuelano – di tipo pesante – è fondamentale per le raffinerie americane sulla costa del Golfo, che lo utilizzano per ottenere carburante. Le alternative sono il petrolio Maya dal Messico o quello canadese dell’Alberta, che però non consentono gli stessi margini di profitto e potrebbero non essere sempre disponibili. L’output petrolifero americano è a livelli altissimi e la nazione è in marcia verso lo status di esportatore netto; tuttavia gli Stati Uniti producono petrolio leggero e continuano ad aver bisogno di quello pesante per alimentare le proprie raffinerie.

@marcodellaguzzo

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