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Elezioni in Sudafrica: Anc, una vittoria a metà

Il Congresso Nazionale Africano vince le elezioni con il risultato peggiore di sempre. Colpa della sfiducia verso una politica che non riesce più a offrire ricette economiche convincenti

Elettori in coda per esprimere le loro votazioni prima che i sondaggi chiudano nel seggio elettorale nella cittadina di Alexandra a Johannesburg, Sudafrica, 8 maggio 2016. REUTERS/Mike Hutchings
Elettori in coda per esprimere le loro votazioni prima che i sondaggi chiudano nel seggio elettorale nella cittadina di Alexandra a Johannesburg, Sudafrica, 8 maggio 2016. REUTERS/Mike Hutchings

Il Congresso Nazionale Africano (African National Congress) ha vinto le elezioni in Sudafrica, che si erano tenute l’8 maggio scorso. Il partito – il più importante del Paese, che ebbe tra i suoi membri anche Nelson Mandela – ha ottenuto il 57,5% dei voti. Il vantaggio sulle opposizioni è notevole: Alleanza Democratica ha ottenuto il 20,7% dei consensi, mentre i Combattenti della Libertà Economica il 10,7%.

Per il Congresso Nazionale Africano si tratta, in realtà, del risultato peggiore di sempre. È al potere ininterrottamente dal 1994, anno della fine dell’apartheid, e non aveva mai vinto un’elezione con meno del 60% dei voti. Questo calo di popolarità va probabilmente imputato a Jacob Zuma, l’ex-Presidente dimessosi nel febbraio 2018, e ai numerosi scandali di corruzione che hanno segnato il suo mandato. Al posto di Zuma era subentrato Cyril Ramaphosa, che è stato adesso riconfermato alla guida del Sudafrica.

Per il Congresso Nazionale Africano è insomma una vittoria, ma a metà. Tra la popolazione si sta diffondendo un sentimento di disillusione nei confronti della politica – e quindi nei confronti soprattutto del partito egemone –, espresso con un calo della partecipazione al voto: stavolta si è recato alle urne il 66% degli aventi diritto, contro il 73% del 2014.

La causa dello scontento non è solo la politica ma anche l’economia, che risente di problemi strutturali mai risolti. Il Sudafrica è il Paese con la più alta disuguaglianza nella distribuzione del reddito al mondo: colpa anche della ineguale ripartizione dei terreni agricoli, concentrati nelle mani della minoranza bianca. La disoccupazione poi è quasi al 30% e circa la metà dei giovani – il 30% della popolazione ha meno di 15 anni – non ha un lavoro.

@marcodellaguzzo

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