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La finta pace di Trump in Palestina

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Il Presidente Usa annuncia un nuovo piano di pace per la Palestina. Ma non è una cosa seria...

Manifestanti palestinesi calpestano manifesti che raffigurano il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una protesta contro il per il piano di pace degli Stati Uniti nel Medio Oriente, nella striscia meridionale di Gaza, 25 giugno 2019. REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa
Manifestanti palestinesi calpestano manifesti che raffigurano il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una protesta contro il per il piano di pace degli Stati Uniti nel Medio Oriente, nella striscia meridionale di Gaza, 25 giugno 2019. REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa

Donald Trump si appresta ad annunciare il suo piano di pace per il Medio Oriente. Il Presidente americano ha invitato alla Casa Bianca il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il leader dell'opposizione Benny Gantz per discutere oggi e domani i dettagli della proposta americana.

All’inizio, la presenza di Gantz era in dubbio: molti analisti politici israeliani hanno considerato la mossa di Trump un regalo all’alleato Netanyahu in vista delle prossime elezioni del 3 marzo (le terze in un anno) ma, alla fine, anche l'ex capo dell'esercito israeliano ha confermato la propria presenza.

Secondo alcune anticipazioni apparse sui media, ma non confermate dalla Casa Bianca, il piano di pace di Trump porrebbe come precondizione ai palestinesi, per la creazione di uno Stato, la smilitarizzazione di Gaza e Hamas, l'accettazione della sovranità israeliana sulla Valle del Giordano e sugli insediamenti nell'Area C (il 60% della Cisgiordania) e il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, come Stato del popolo ebraico. Alla Palestina andrebbero circa 50 miliardi di finanziamenti.

Venerdì, Nabil Abu Rudeineh, portavoce del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, ha smentito ogni contatto con l'amministrazione Trump e ha dichiarato che nessun accordo di pace poteva essere attuato senza l'approvazione della leadership palestinese. Ieri, funzionari palestinesi hanno minacciato di ritirarsi dagli accordi di Oslo, se Trump annuncerà il suo piano di pace in Medio Oriente questa settimana.

“Tra poco partirò per Washington per incontrare il mio amico, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che presenterà il suo accordo del secolo... Sono pieno di speranza di poter fare la storia” ha dichiarato Netanyahu, in partenza per gli Usa. Intanto, proprio martedì, il Parlamento israeliano sarà chiamato a decidere sull'immunità del premier per la sua incriminazione per corruzione, truffa e abuso di potere.

La sensazione è che nessun piano di pace che preveda di assegnare Gerusalemme solo a Israele possa avere successo; altrimenti, la soluzione sarebbe stata trovata venti anni fa...

@GiuScognamiglio

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