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La recente abitudine all’#epicfail dei media cinesi


Gli effetti della censura, prendere per buono tutto quanto venga «comunicato», la mancanza di ironia di ogni solerte e zelante funzionario o redattore costretto a ripetere sempre le stesse cose. Una atrofizzazione dello spirito critico e dell'elasticità mentale. Ci sono centinaia di spiegazioni per spiegare alcune gaffe clamorose dei media cinesi: l'ultimo di questi epic fail è di questi giorni.

Gli effetti della censura, prendere per buono tutto quanto venga «comunicato», la mancanza di ironia di ogni solerte e zelante funzionario o redattore costretto a ripetere sempre le stesse cose. Una atrofizzazione dello spirito critico e dell’elasticità mentale. Ci sono centinaia di spiegazioni per spiegare alcune gaffe clamorose dei media cinesi: l’ultimo di questi epic fail è di questi giorni.

 

Per alcune ore i cinesi che si fossero collegati nei giorni scorsi al sito della Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale cinese, o avessero letto il Quotidiano del Popolo, l’organo principale del Partito Comunista, avrebbero avuto per le mani un clamoroso scoop. Secondo i media cinesi Jeff Bezos, fondatore di Amazon, avrebbe comprato il Washington Post – un evento storico e destinato, forse, a cambiare per sempre il mondo dell’editoria – per sbaglio, cliccando accidentalmente sul sito del giornale.

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