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La rivoluzione non è morta


«La rivoluzione continuerà». Sembra quasi voglia redarguirmi, Hassan Ibrahim mentre si avvicina faticosamente ad un tavolo del Cafè Riche. Il tono di voce è pacato e le parole sono secche e ben scandite. In questo storico locale, circa 50 anni fa, l’intellighenzia egiziana pose le basi per il colpo di stato che insediò il generale Muhammad Naguib nuovo capo del governo.

«La rivoluzione continuerà». Sembra quasi voglia redarguirmi, Hassan Ibrahim mentre si avvicina faticosamente ad un tavolo del Cafè Riche. Il tono di voce è pacato e le parole sono secche e ben scandite. In questo storico locale, circa 50 anni fa, l’intellighenzia egiziana pose le basi per il colpo di stato che insediò il generale Muhammad Naguib nuovo capo del governo.

Era il luogo di incontro dei Liberi Ufficiali, di artisti e poeti. Tra loro sedeva anche Gamal Abd el-Nasser che nel giro di qualche anno sarebbe diventato l’uomo più amato dal popolo egiziano e non solo. All’epoca, il Cafè Riche, esisteva già da più di 40 anni. Aperto nel 1908, incarnava l’essenza della belle epoque egiziana, anni di splendore per la rinascita culturale e urbanistica del Cairo.

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