La Russia e gli accordi di Minsk


Quella in Ucraina è una partita geopolitica tra la Russia e l’Occidente. Il grande gioco per l’equilibrio continentale ha vinti e vincitori. I recenti accordi di Minsk II sono stati l’ennesima partita in cui la Russia ha spostato sapientemente le proprie pedine. Intanto le mosse e contromosse delle diplomazie finiscono per oscurare la guerra e i suoi morti.

Quella in Ucraina è una partita geopolitica tra la Russia e l’Occidente. Il grande gioco per l’equilibrio continentale ha vinti e vincitori. I recenti accordi di Minsk II sono stati l’ennesima partita in cui la Russia ha spostato sapientemente le proprie pedine. Intanto le mosse e contromosse delle diplomazie finiscono per oscurare la guerra e i suoi morti.

Un giorno una mia amica russo-ucraina mi ha chiesto perché secondo me, se c’è la guerra in Ucraina, tutti parlano di Putin, Obama e compagni. La risposta che le ho dato è più o meno questa. Quando si commenta una partita a scacchi, tutti gli occhi sono puntati sui giocatori e sulle loro mosse. Nessuno parla mai della scacchiera in sé. Ecco, l’Ucraina è un po’ questo, la scacchiera su cui le grandi potenze muovono le proprie pedine. È cinicamente ovvio che finisca sullo sfondo.
Gli accordi presi dal “formato Normandia” la scorsa settimana a Minsk hanno decretato vincitori e vinti. A una settimana di distanza, possiamo già stilare un primo bilancio e cercare di capire a chi è andata bene e a chi un po’ meno.

 

Disaccordi di pace

Chi voleva cosa a Minsk? È questa la domanda a cui dovremmo cercare di rispondere per capirne il senso. Poroshenko vuole la fine dei combattimenti in Donbass. Non perché sia un pacifista a tutti i costi – al di là dell’immagine che si sta sforzando di dare – ma perché Kiev non si può più permettere la guerra. Le casse dello stato sono vuote, il Paese è sull’orlo del default e le operazioni militari costano 10 milioni di dollari al giorno. E i risultati sul campo sono fallimentari e rischiano di minare irrimediabilmente il morale dei militari, con risultati catastrofici.
Holland e Merkel, insieme a mezza Europa, vogliono la riabilitazione della Russia, mondare il Cremlino dalle colpe dell’annessione della Crimea e della guerra in Donbass, rimuovere le sanzioni e riprendere a fare affari con la Russia. E Putin?

Sui piani del presidente russo in Ucraina si è scritto tutto e il contrario di tutto. Sembra però ormai chiaro che quello che serve alla Russia è una guerra a bassa intensità, un conflitto congelato, che serva da grimaldello per destabilizzare l’Ucraina e tutta la regione. In questo anche Minsk II è stato uno scacco all’Europa.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img