La sottile linea tra Stato e religione in Russia


Il 22 gennaio è stata una giornata storica in Russia, la giornata in cui il sottile diaframma che separa il potere religioso da quello temporale si è infranto. Nonostante la costituzione russa sancisca la netta separazione tra i due poteri, si tratta di una separazione sempre più permeabile. E che riporta il Paese alle proprie radici e ai propri valori in contrapposizione all’Occidente.

Il 22 gennaio è stata una giornata storica in Russia, la giornata in cui il sottile diaframma che separa il potere religioso da quello temporale si è infranto. Nonostante la costituzione russa sancisca la netta separazione tra i due poteri, si tratta di una separazione sempre più permeabile. E che riporta il Paese alle proprie radici e ai propri valori in contrapposizione all’Occidente.

 Photo: REUTERS / Sergei Gunyeev / Ria Novosti / Kremlin/Files

Il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, ha tenuto ieri un discorso di 35 minuti dinnanzi ai membri della Duma di Stato, il parlamento russo. È la prima volta che succede nella storia della Russia moderna, e non è un caso che accada proprio ora che il Paese sta rifondando la propria identità sui valori tradizionali, e che i rapporti con l’Occidente sono ai minimi storici dalla fine della Guerra fredda.
Kirill ha subito messo in guardia i membri della Duma dal farsi affascinare dagli “pseudo valori” dell’Occidente. “Questi finti valori sono un’offesa all’identità e agli aspetti umani dell’intera civiltà”, ha detto il patriarca. “Gli esempi sono ben noti: la legalizzazione delle unioni omosessuali, la legalizzazione dell’eutanasia e l’introduzione nella società di pericolosi elementi del sistema della giustizia.”

Kirill ha approfittato per prendersela anche con le tecniche di fecondazione artificiale. Ha detto che le donne che non possono avere figli dovrebbero prendere questo come un segno del volere divino e “adottare un figlio. Non si può approfittare delle conquiste della scienza e scherzare con i piani che il Signore fa sull’uomo”.
Ma la di là della prevedibile distanza con l’Europa e l’Occidente su temi come i diritti Lgbt e il cosiddetto “diritto alla vita”, il patriarca Kirill ha affermato qualcosa di più interessante. “La legislazione deve essere prima di tutto ‘morale’”, ha detto. “La sfera politica viene dopo la sfera dei valori morali. E nessun partito politico può distruggere questi valori, perché senza di essi non ci sarà nessuna Russia”.
 

Un feeling ricambiato

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