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La spirale di violenza in Nigeria


Dopo le bombe alla stazione degli autobus di Abuja che hanno fatto oltre settanta vittime, gli attacchi del weekend nel nord del paese con la loro scia di morti, anche martedì la Nigeria ha dovuto affrontare l’ennesimo episodio di quella che per Amnesty International è diventata una vera e propria guerra civile.

Dopo le bombe alla stazione degli autobus di Abuja che hanno fatto oltre settanta vittime, gli attacchi del weekend nel nord del paese con la loro scia di morti, anche martedì la Nigeria ha dovuto affrontare l’ennesimo episodio di quella che per Amnesty International è diventata una vera e propria guerra civile.

 

Almeno cento ragazze sono state portate via da una scuola nello stato di Borno da uomini armati presumibilmente appartenenti al gruppo islamista di Boko Haram. Un gruppo che negli ultimi anni, con attentati, attacchi a villaggi e stazioni di polizia, scuole e chiese, ha fatto precipitare la Nigeria in una spirale di odio dalla quale non sembrano, al momento, esserci vie d’uscita. Un gruppo salito all’onore delle cronache nel 2009 dopo una serie di attentati ma la cui fondazione risale invece al 2002.

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