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La via americana alla Net Neutrality


Gli Usa tentano di decidere come sarà l’Internet del futuro.

Gli Usa tentano di decidere come sarà l’Internet del futuro.

 

Alla Federal Communications Commission, l’agenzia che regola il mercato delle telecomunicazioni Usa, non se lo aspettavano: una valanga di commenti, 3,9 milioni, prevalentemente negativi, ha intasato le caselle email. Oggetto delle critiche, una proposta formulata ad aprile dal presidente Tom Wheeler che metteva in discussione la net neutrality, il principio-chiave di Internet secondo il quale tutti i contenuti in transito dovrebbero essere trattati allo stesso modo dai gestori.
La proposta avrebbe consentito ai principali gestori Usa di servizi Internet, come Verizon o Comcast, di creare delle ’fast lane’, delle corsie preferenziali, per quei siti o società che avessero pagato loro delle commissioni. Ma l’esito finale di questa partita è ancora incerto.
Wheeler, dopo le proteste del pubblico e degli operatori, ha fatto marcia indietro promettendo una nuova proposta entro la fine dell’anno. La posta in gioco è importante e lo stesso presidente Obama, il 10 Novembre, ha dato un segnale forte, chiedendo un ‘’divieto esplicito’’ per le corsie veloci al pagamento.

L’intricata vicenda è iniziata lo scorso gennaio, quando una Corte federale d’appello, dando ragione a Verizon, ha cancellato le regole di Net Neutrality stabilite dalla FCC nel 2010. Pochi giorni dopo Netflix – un servizio di televisione on demand che sta avendo un enorme successo negli Stati Uniti e che ha prodotto la serie-cult House of Cards – ha dovuto pagare decine di milioni di dollari a Comcast per assicurare che lo streaming dei propri film giungesse in modo affidabile ai clienti finali.

Ad aprile, come detto, è giunta la prima proposta della FCC, che convalidava lo schema di Internet a due velocità. Le reazioni sono state immediate: 150 tra le principali aziende tecnologiche Internet (comprese Microsoft, Amazon, eBay, Facebook, Google, Netflix, Twitter, Yahoo) hanno scritto all’agenzia definendo il piano “una grave minaccia” per il Web. Anche un centinaio tra le maggiori aziende di venture capital hanno protestato perché molte start-up non avrebbero potuto permettersi l’accesso alle “corsie preferenziali”.

I sostenitori della neutralità propongono che la FCC, nel suo nuovo regolamento, assimili i ge stori Internet alle compagnie telefoniche – in pratica regolamentandole come un servizio di pubblica utilità – impedendo alla radice discriminazioni tra utenti. Una posizione che, alla fine, è stata appoggiata anche da Obama nel suo comunicato ufficiale di novembre con la richiesta di inserire i gestori Internet nel titolo II del Telecomunications Act.

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