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Land grabbing: la colonizzazione delle terre in Africa


“Le multinazionali che producono olio di palma stanno privando le comunità locali dell’accesso alla terra e alle risorse idriche essenziali e massimizzando i profitti attraverso lo sfruttamento dei lavoratori e dell’ambiente”. Questo uno dei passi più incisivi del report “Planet Palm Oil: peasants pay the price for cheap vegetable oil”, pubblicato lo scorso 22 settembre dalla ong Grain.

“Le multinazionali che producono olio di palma stanno privando le comunità locali dell’accesso alla terra e alle risorse idriche essenziali e massimizzando i profitti attraverso lo sfruttamento dei lavoratori e dell’ambiente”. Questo uno dei passi più incisivi del report “Planet Palm Oil: peasants pay the price for cheap vegetable oil”, pubblicato lo scorso 22 settembre dalla ong Grain.

 

(Photo credit: Neil Palmer // CIAT )

Uno studio in cui l’ong spagnola spiega con molta chiarezza come l’industria dell’olio di palma sia un business in piena espansione, che non sembra voler prendere in considerazione il problema dell’impatto ambientale fortemente negativo derivato dalla coltivazione delle palme, che ha determinato la distruzione di grandi estensioni di foresta tropicale.

L’olio di palma è molto diffuso nei nostri prodotti alimentari, dove viene spesso usato in sostituzione di oli animali o altri tipi di grassi vegetali. Di conseguenza, la domanda è destinata a crescere costantemente, grazie anche ad accordi di libero scambio che ne rendono più facile l’importazione.

I ricercatori di Grain spiegano che larga parte degli ingenti guadagni delle aziende impegnate nel commercio dell’olio di palma sono utilizzati per espandere i loro investimenti fondiari esteri nei Paesi in via di sviluppo, incentivando in questo modo il fenomeno dell’accaparramento di terre, noto come land grabbing.

Non a caso, il termine land grabbing è stato coniato proprio dalla Grain per descrivere un nuovo modello di controllo dei territori nei paesi del Sud del mondo, che si è diffuso all’inizio dello scorso decennio attraverso l’acquisizione da parte di soggetti stranieri pubblici o privati del diritto di coltivare terreni fertili.

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