Lao Zhou in gabbia


La scorsa settimana Zhou Yongkang è finito sotto indagine, ufficialmente. Ne hanno parlato perfino i media cinesi, chiedendosi se il nuovo corso di Xi Jinping - e la sua lotta alla corruzione - possa essere un vero passo verso uno stato di diritto o piuttosto una nuova battaglia interna.

La scorsa settimana Zhou Yongkang è finito sotto indagine, ufficialmente. Ne hanno parlato perfino i media cinesi, chiedendosi se il nuovo corso di Xi Jinping – e la sua lotta alla corruzione – possa essere un vero passo verso uno stato di diritto o piuttosto una nuova battaglia interna. Lao Hu Zhou – infatti – è in gabbia. La «vecchia tigre» Zhou Yongkang, ex numero nove dell’Ufficio centrale del Politburo, è ufficialmente sotto indagine «per gravi violazioni disciplinari», terminologia che il Partito utilizza per annunciare quelle che in seguito saranno precise accuse di corruzione.

Era dai tempi della Rivoluzione culturale e dalla caduta della Banda dei Quattro, che un funzionario così potente e di così alto grado non veniva messo sotto indagine. Non è una sorpresa, del resto. Il presidente Xi Jinping da almeno un anno e mezzo, ha lanciato una campagna anti corruzione che ha puntato verso la tigre Zhou (Xi aveva specificato, «colpiremo le mosche e le tigri»).

Almeno duecento persone arrestate nell’ultimo anno, sarebbero membri di un più allargato clan referente a Zhou. Per lui, è presumibile si siano aperte la porte di quella pratica che proprio l’ex zar della sicurezza aveva reso celebre, ovvero lo shanggui, una procedura extra legale riservata ai funzionari di Partito.

Zhou è stato probabilmente prelevato giorni fa dalla sua casa, dove forse pensava di poter trascorrere la sua pensione (o forse no, un abile e astuto politico come lui, doveva sapere che prima o poi avrebbe ricevuto visite sgradite). Sarà stato portato in un hotel di lusso a Pechino, o appena fuori i primi anelli della metropoli. In quell’hotel è al momento servito e riverito, e vi rimarrà durante tutto il tempo che ai temibili investigatori del Partito servirà, per «provare» le accuse già pronte contro Zhou.

Il tempo ritenuto «necessario» non è stabilito da nessuna legge, è totalmente a discrezione di chi interroga. Persone che forse Zhou conosce molto bene. Forse addirittura suoi ex alleati. Lo shanggui non è una procedura legale, è riservato ai vip del Partito e di solito si conclude con una incriminazione ufficiale, l’espulsione e infine la condanna (tendenzialmente l’ergastolo).

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