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Le nuove sessioni di autocritica


«Da quando siamo stati promossi al rango di funzionari – avrebbe dichiarato un quadro di Partito dell'Hebei alla Xinhua, l'agenzia di stampa ufficiale in Cina - abbiamo cominciato a sentirci fin troppo bene e ad assumere un atteggiamento arrogante. Abbiamo riempito di lodi e ci siamo dimostrati compiaciuti con chi ci stava attorno». Torna di moda in Cina l'autocritica, sessioni durante le quali vengono ammesse le proprie colpe, con il responsabile, in questo caso il capo, Xi Jinping, a consigliare rettifiche. E' accaduto nell'Hebei dove per quattro mezze giornate Xi ha ascoltato gli errori dei «compagni funzionari».

«Da quando siamo stati promossi al rango di funzionari – avrebbe dichiarato un quadro di Partito dell’Hebei alla Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale in Cina – abbiamo cominciato a sentirci fin troppo bene e ad assumere un atteggiamento arrogante. Abbiamo riempito di lodi e ci siamo dimostrati compiaciuti con chi ci stava attorno». Torna di moda in Cina l’autocritica, sessioni durante le quali vengono ammesse le proprie colpe, con il responsabile, in questo caso il capo, Xi Jinping, a consigliare rettifiche. E’ accaduto nell’Hebei dove per quattro mezze giornate Xi ha ascoltato gli errori dei «compagni funzionari».

 

Condannato all’ergastolo Bo Xilai, Xi Jinping lo supera a sinistra, recuperando dalla Rivoluzione Culturale le sessioni di autocritica, di cui si sarebbero già resi protagonisti lo scorso giugno i membri del Comitato Centrale. Obiettivo: eliminare i formalismi, la burocrazia, l’edonismo e la stravaganza dal Partito, per ritornare ad esse

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