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Le opportunità economiche connesse alle migrazioni

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Sebbene partiti populisti e nazionalisti stiano alimentando le paure della gente relativamente all’impatto dei migranti, i numeri mostrano che l’impatto sul mercato del lavoro e sulle economie può essere molto positivo. Negli Stati Uniti, per esempio, gli immigrati qualificati rappresentano oltre la metà delle startup della Silicon Valley e oltre la metà dei brevetti, sebbene essi costituiscano meno del 15% dell’intera popolazione.

 Secondo alcune ricerche, gli immigrati aumentano la capacità produttiva dell’economia, stimolando gli investimenti e promuovendo la specializzazione. Altri sottolineano come il contributo dei migranti in termini di tasse versate sia maggiore rispetto ai benefici ed ai servizi che loro ricevono in cambio. Secondo la Banca Mondiale, un aumento dell’immigrazione pari al 3% della forza lavoro nei Paesi sviluppati genererebbe aumenti di 356 miliardi di dollari per l’economia mondiale. Allo stesso tempo, se è vero che una situazione di emergenza può comportare un aumento della spesa pubblica nel breve periodo dovuto all’accoglienza dei rifugiati ed alla lavorazione delle richieste di asilo, l’impatto fiscale netto diretto diminuisce proporzionalmente rispetto al miglioramento dell’integrazione nel mercato del lavoro nazionale. In definitiva, le stime dell’impatto fiscale complessivo delle migrazioni sono di solito ridotte.
Che ne è dell’impatto della crisi in corso sulle economie europee? Nei principali Paesi UE colpiti dall’attuale flusso di richiedenti asilo, le spese addizionali sono state sinora relativamente ridotte. La Germania ha previsto un 0.5% addizionale di PIL per anno nel 2016 e nel 2017. L’Ungheria ha annunciato una spesa addizionale dello 0.1% del PIL nel 2015. La Svezia ha messo a bilancio un incremento di spesa dello 0.9% del PIL per anno nel 2016. La Commissione Europea ha annunciato un finanziamento addizionale di 9.2 miliardi di euro tra il 2015 e il 2016 (0.1% del PIL della UE). Queste misure fiscali addizionali dovrebbero, dal canto loro, fornire un modesto incremento della domanda aggregata (sempre che non siano controbilanciati da altri tagli di bilancio).
Con riferimento al mercato del lavoro, l’impatto dei richiedenti asilo dipenderà principalmente dai seguenti fattori: a) il loro successo nell’ottenere lo status di rifugiati b) la lunghezza del processo di lavorazione delle richieste, and c) l’integrazione o meno nel mercato del lavoro. Questi sono fattori che possono variare considerevolmente da paese a paese e nel corso del tempo. 

 

Secondo studi recenti, ci si aspetta che l’ingresso di rifugiati nel mercato del lavoro europeo abbia un impatto complessivo limitato. Tuttavia, parecchi fattori possono temperare questa previsione positiva: il livello di disoccupazione; la concentrazione di ingressi in alcune aree con effetti locali potenzialmente alta; la decisione – o meno – da parte di richiedenti asilo le cui richieste sono state respinte di ritornare nei loro paesi d’origine (altrimenti c’è il rischio che vadano a riempire le fila del mercato nero). In definitiva, l’impatto positivo o negativo delle migrazioni dipenderà dal successo dell’integrazione nel mercato del lavoro di medio e lungo periodo.

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