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Le prime mosse di Xi


Ci si è interrogati a lungo, prima della sua ascesa, su quale impronta avrebbe dato Xi Jinping ai suoi dieci anni alla guida della Cina. Si è discusso circa il suo passato, le sue esternazioni quando ancora era il leader designato, fino ad arrivare al suo annuncio circa la «rinascita della nazione cinese», con annesso il concetto, ancora vago a dire il vero, di «sogno cinese».

Ci si è interrogati a lungo, prima della sua ascesa, su quale impronta avrebbe dato Xi Jinping ai suoi dieci anni alla guida della Cina. Si è discusso circa il suo passato, le sue esternazioni quando ancora era il leader designato, fino ad arrivare al suo annuncio circa la «rinascita della nazione cinese», con annesso il concetto, ancora vago a dire il vero, di «sogno cinese».

In Cina si assiste però a un continuo gioco politico, che a volte diventa una notizia di poco conto, magari neanche presa in considerazione dalla stampa italiana, salvo diventare poi un pilastro della nuova gestione del potere.

Si dice spesso che Pechino abbia un problema rilevante nella gestione dei suoi funzionari periferici, ad esempio. L’argomento è scivoloso, perché la complessità del paese fa si che a volte ci si trovi di fronte al più importante esempio di centralizzazione, altre volte invece il paese sembra completamente in preda alla decentralizzazione. Il problema principale, messo in evidenza un po’ da tutti, osservatori cinesi e non, è che le direttive che partono dal centro, che determinano i ritmi della vita politica ed economica del paese, fatichino ad arrivare integri nella periferia dell’Impero.

Il Presidente cinese Xi Jinping - da businessweek.com

 

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