Le ragioni dell’attentato in Xinjiang


Dalla vasta regione che è il Xinjiang, nord ovest cinese, dovrà passare il gas dopo l’accordo con la Russia e la nuova via della seta, su cui sta lavorando alacremente il governo cinese. Elementi che porteranno nuove ricchezze in questa zona strategica, al confine della Cina con l’Occidente. Gli uihguri, però, la minoranza musulmana cinese, ne saranno fuori, o almeno così pensano.

Dalla vasta regione che è il Xinjiang, nord ovest cinese, dovrà passare il gas dopo l’accordo con la Russia e la nuova via della seta, su cui sta lavorando alacremente il governo cinese. Elementi che porteranno nuove ricchezze in questa zona strategica, al confine della Cina con l’Occidente. Gli uihguri, però, la minoranza musulmana cinese, ne saranno fuori, o almeno così pensano.

La colonizzazione han (l’etnia maggioritaria in Cina, quelli che noi chiamiamo genericamente «cinesi») operata da Pechino li esclude dalla nuova ondata di business della frontiera occidentale (e Xinjiang significa proprio «Nuova Frontiera») e determina anche un peggioramento dei loro diritti culturali, linguistici e religiosi. Proprio queste derive di un problema che è dunque sociale, l’etnia, la religione, sono ormai diventate il motivo scatenante di reiterati attacchi contro le istituzioni cinesi, tanto da fare diventare la regione il «problema interno» per eccellenza della Cina. Ieri un’esplosione a Urumqi, capoluogo della regione, fantastica per i suoi paesaggi e per il suo vivere di contraddizioni e diversità, ha provocato almeno trentuno vittime e centinaia di feriti.

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