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Italia alla guida della Missione Unifil

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Possibile la proroga dell’incarico al Generale di divisione Stefano Del Col, Force Commander della missione Onu in Libano da agosto 2018. 

E’ uno di quei militari italiani con uno standing di alto livello internazionale, molto apprezzato per le sue capacità politiche e diplomatiche e per l’abilità con cui è riuscito a dialogare sia con le autorità israeliane che con quelle libanesi. Il generale di divisone, Stefano Del Col, 58 anni compiuti da pochi giorni, il 26 dicembre scorso, ha iniziato la sua carriera nell’Esercito Italiano nel 1985. Dal 7 agosto 2018 ricopre la carica di Force commander della missione Onu in Libano Unifil. E proprio giovedì scorso il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli è volato in Libano (quarta tappa di un lungo giro di auguri natalizi a tutte le missioni all’estero) per portare a Del Col, proprio nel giorno del suo compleanno, una buona notizia.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si sarebbe convinto della necessità di confermare per un altro anno il mandato a Del Col che scadrà nel luglio del 2020. Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini (che ha visitato di recente il contingente Unifil) si è speso molto per la permanenza di Del Col nell’incarico e qualche tempo fa ha inviato una lettera al suo collega degli Esteri Luigi Di Maio per richiede il sostegno della Farnesina per favorire l’estensione di un anno del mandato al generale italiano. Poi, nel corso della sua recente visita in Italia, a Roma e alla base logistica dell’Onu a Brindisi, Guterres avrebbe assicurato al premier Giuseppe Conte che non ci saranno ostacoli alla riconferma di Del Col.

Le ambizioni di alcuni Paesi, a cominciare dalla Spagna, di ottenere l’incarico di Force commander Unifil verrebbero così per il momento bloccate. Del resto, oltre alle indiscusse capacità individuali di Del Col, la candidatura italiana poggia anche sul fatto che l’Italia è il secondo Paese contributore della missione dopo l’Indonesia e il primo tra i Paesi occidentali con 110 militari impiegati sui 10500 totali. Del Col, già vice Capo di Gabinetto dell’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti ed ex Capo dell’Ufficio Direzione Strategica e Politica delle Operazioni di pace Onu, Ue e Nato è il quarto generale italiano ad assumere il comando di Unifil dopo il generale Graziano (dal 2007 al 2010), il generale Serra (dal 2012 al 2014) e Portolano (dal 2014 al 2016).

Il mandato di Unifil resta quello di monitorare la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e di sostenere il dispiegamento delle Forze armate libanesi nel Sud del Paese fornendo assistenza nella stabilizzazione delle aree di confine, per garantire il rispetto della cosiddetta Blue Line ossia il confine israelo-libanese, non ufficialmente demarcato ma che corrisponde alla linea del cessate-il-fuoco provvisorio tra Israele e Libano dal 2000 e il mantenimento di un’area cuscinetto nel territorio libanese a Sud del fiume Litani libera da personale armato e armamenti che non siano quelli del Governo libanese e di Unifil. 

Compiti sempre più importanti in questi ultimi tempi in cui si stanno registrando tensioni lungo la Blue Line mentre le violazioni dello spazio aereo libanese e le ritorsioni contro il territorio israeliano delineano uno scenario preoccupante che rischia di rimettere in discussione le regole di ingaggio messe a punto dopo il 2006. La missione Unifil ha un comando generale basato a Naquoura, cittadina marittima a pochi chilometri dal confine con Israele. Dal comando generale dipendono contingenti nazionali organizzati in due settori: Sector East comandato dalla Spagna e Sector West comandato dall’Italia a Shamaa (dove attualmente è dislocata la brigata Granatieri di Sardegna). L’Italia aiuta la stabilizzazione del Paese anche attraverso i programmi di cooperazione allo sviluppo e il sostegno all’economia libanese nel quadro della Conferenza Economica per lo Sviluppo delle imprese e dell’economia (CEDRE).

 

 

 

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