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Libia, Haftar viola la tregua, morti tre bambini

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Il Generale cancella la Conferenza di Berlino: blocca la produzione di petrolio e chiede la ritirata della Turchia per l’avvio dei negoziati

In meno di dieci giorni il cessate-il-fuoco siglato a Berlino è già stato ripetutamente violato dalle forze fedeli al Generale Khalifa Haftar, che nella giornata di ieri hanno colpito una scuola di Tripoli uccidendo tre bambini. Le vittime, di età compresa tra i 9 e i 12 anni, frequentavano un istituto a sud della capitale nel quartiere di Alhadba Albadry, appartenente al distretto di Habda. AbdelRahman Ghandour, Rappresentante Speciale dell’Unicef in Libia, ha sottolineato la gravità del gesto e chiesto che i minori non vengano coinvolti nella guerra.

Non è la prima violazione della tregua da parte di Haftar: a Misurata, il 26 gennaio sono morti negli scontri almeno diciassette militari — sette appartenenti al Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Serraj, dieci al Generale della Cirenaica — con i soldati del Gna in difesa dell’avanzata dell’esercito dell’est. Nella stessa giornata, come spiegato dal Portavoce del Ministero della Sanità Fawzi Onis, “tre persone sono rimaste ferite a seguito di un lancio sporadico di razzi su di un caffè nella zona di Al Kasi ad Abu Salim, a Tripoli”.

Nella serata del 28 gennaio Farag Mahdawi, Capo di Stato Maggiore della Marina dell’Esercito Nazionale Libico di Haftar, ha rilasciato alcune dichiarazioni che potenzialmente mettono fine al processo di Berlino. Secondo l’esponente militare dell’Lna, “l’esercito libico non negozierà con l’altra parte se non dopo l’uscita sia della forza che il Presidente Erdogan ha portato in Libia sia delle migliaia di mercenari siriani”. Le rivendicazioni dell’Lna verranno messe nero su bianco il prossimo mese a Ginevra, che ospiterà la prima riunione del 5+5 — come previsto dall’accordo siglato a Berlino pochi giorni fa — che dovrebbe monitorare il cessate-il-fuoco.

Intanto, a causa del blocco imposto dalle forze di Haftar al terminal del Golfo della Sirte e della chiusura degli oleodotti, sono andati persi più di 300 milioni di dollari. A riferirlo la Compagnia Petrolifera Nazionale Libica (Noc): secondo la società, dagli 1,22 milioni di barili prodotti giornalmente fino al 18 gennaio, a causa dello stop voluto dal Generale della Cirenaca si è arrivati a soli 284mila barili.

@melonimatteo

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