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Libia: le milizie commettono crimini di guerra


La Libia è sempre più spaccata in due tra Tripolitania e Cirenaica, governo filo-islamisti di Tripoli ed esecutivo di Abdullah al-Thinni, al fianco del golpista Khalifa Haftar (promotore dell’Operazione Dignità lo scorso maggio), asserragliati nella città orientale di Tobruk.

La Libia è sempre più spaccata in due tra Tripolitania e Cirenaica, governo filo-islamisti di Tripoli ed esecutivo di Abdullah al-Thinni, al fianco del golpista Khalifa Haftar (promotore dell’Operazione Dignità lo scorso maggio), asserragliati nella città orientale di Tobruk.

 

A Libyan soldier takes position during a training exercise directed by the Italian Army's 80th Infantry Regiment of Cassino, in Persano, near Salerno, in southern Italy April 15, 2014. Photo REUTERS/Alessandro Bianchi

Dopo il giuramento di al-Thinni, i militari vicini all’ex agente Cia, hanno promesso una nuova offensiva su Bengasi, in parte nelle mani dei gruppi jihadisti (Ansar al-Sharia che hanno proclamato l’Emirato di Bengasi). Il colonnello Mohammed Hegazi ha annunciato ieri l’uccisione di almeno 200 militanti dei movimenti islamisti radicali in Cirenaica. Massicci raid aerei (secondo il Pentagono con il sostegno di Emirati arabi uniti ed Egitto) avevano colpito gli aeroporti civili e militari della seconda città del paese. Sebbene i jihadisti tengono in pugno Bengasi, le milizie Scudo di Misurata, che controllano il parlamento di Tripoli, continuano a dissociarsi dalla battaglia dei jihadisti di Ansar al-Sharia, responsabili dell’attacco del settembre 2012 al Consolato Usa a Bengasi. I miliziani Scudo difendono la legittimità degli islamisti moderati che hanno la maggioranza nel parlamento di Tripoli (decaduto ma ancora in carica, i deputati non riconoscono le elezioni del 25 giugno scorso).

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