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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Libia, missione Ue sull’embargo

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Stop all’Operazione Sophia. Parte la nuova missione europea per contrastare l’arrivo di armi e munizioni in Libia

Nuova missione europea nelle acque del Mediterraneo. In sostituzione dell’Operazione Sophia, messa in stand-by da marzo 2019, partirà una formula che vedrà impegnati navi e aerei militari per il pattugliamento finalizzato al contrasto dell’arrivo di armi e munizioni in Libia. Con il controllo effettivo dell’embargo, l’Unione europea agisce con una decisione concreta e supera l’impasse creatasi tra gli Stati membri, su tutti con l’Austria. Le preoccupazioni di Vienna ricadevano sul più volte citato pull factor, ovvero che la presenza di navi battenti di bandiera europea potesse spingere i migranti all’utilizzo di imbarcazioni di fortuna pur di essere recuperati e portati in Europa.

Dopo una giornata di trattative al Consiglio per gli Affari Esteri, la minaccia di veto da parte austriaca è venuta meno, dando il via libera alla nuova missione. L’Alto Commissario Joseph Borrell ha inizialmente provato a dar nuova linfa all’Operazione Sophia ma da più parti, Italia in primis, è stata sottolineata la necessità primaria di controllo del flusso di armi. Senza verifiche sull’embargo, la crisi peggiorerebbe ulteriormente, con vari gruppi e fazioni contrapposti, non controllabili e in possesso di armi. Se l’Europa non avesse fattualmente assunto un ruolo nella crisi libica, le decisioni sul Paese sarebbero state prese da Turchia e Russia, principali attori sul campo.

“Essere lì con una missione del genere significa spalancare la strada al cessate il fuoco. Bloccare l’ingresso delle armi sarà fondamentale, così riusciremo a dare il via a un processo politico”, ha affermato il Ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. “L’Italia” — ha proseguito il titolare della Farnesina — “è stata ascoltata perché avevamo detto che è inutile pattugliare la costa ovest, intercettando le rotte dei migranti, perché lì lavoriamo con la Guardia costiera libica”. Di Maio ha spiegato che nel caso in cui si verificasse un effetto pull factor ci sarà il ritiro delle navi, in quella che pare una concessione alle richieste dell’Austria. Il Ministro ha inoltre aggiunto che oltre alla sorveglianza aerea e navale, è prevista anche quella terrestre, ai confini della Libia.

L’avvio della nuova missione risponde alle preoccupazioni avanzate dal Generale Claudio Graziano, a capo del comitato militare dell’Ue. In un’intervista rilasciata a Politico, Graziano — che svolge anche la funzione di consigliere militare di Borrell — ha avvertito del rischio di una Libia in conflitto: “Non ho mai visto una vera guerra così vicina alle porte dell’Europa”. Graziano ha affermato che non implementare una missione di contrasto al traffico illegale di armi verso la Libia dimostrerebbe il fallimento delle ambizioni geopolitiche dell’Unione europea. Vista la decisione presa ieri a Bruxelles, sembrerebbe che le sue parole siano state d’aiuto per la presa di coscienza della gravità della situazione da parte dei leader europei.

@melonimatteo

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