Libia: sciolto il parlamento di Tobruk, gli islamisti minacciano nuove elezioni. Trafugati simboli della colonizzazione italiana


La Corte suprema libica ha sciolto il parlamento filo-Haftar, con sede a Tobruk in Cirenaica. La Corte lo ha definito «incostituzionale», prima di tutto perché non si trova nella capitale, Tripoli. E poi in quanto proprio da Tobruk è partita  la richiesta di intervento armato occidentale avanzata dai generali, che hanno spinto per la formazione dell'Assemblea, dopo l'appoggio dei bombardamenti egiziani.

La Corte suprema libica ha sciolto il parlamento filo-Haftar, con sede a Tobruk in Cirenaica. La Corte lo ha definito «incostituzionale», prima di tutto perché non si trova nella capitale, Tripoli. E poi in quanto proprio da Tobruk è partita  la richiesta di intervento armato occidentale avanzata dai generali, che hanno spinto per la formazione dell’Assemblea, dopo l’appoggio dei bombardamenti egiziani.

Libyan lawyers celebrate after the court invalidated the country's parliament, outside the Supreme Court in Tripoli, November 6, 2014. Libya's Supreme Court declared the country's internationally-recognized parliament as unconstitutional on Thursday, state news agency LANA said, deepening a rift between rival power centres in the oil producer. Libya's elected parliament, the House of Representatives, has been operating from the eastern city of Tobruk since an armed group linked to the western city of Misrata seized the capital Tripoli, dividing the North African country. REUTERS/Ismail Zitouny

La vita del «parlamento della Cirenaica» non è mai stata facile, costretto a riunioni segrete, su traghetti o in luoghi di fortuna.

Ma la sentenza in un colpo solo ha azzerato anche l’esecutivo vicino ai militari e ai miliziani di Zintan, guidato da Abdullah al-Thinni. E così, con questa decisione, la Corte ha di fatto annullato le elezioni del giugno scorso e ha confermato la legittimità del Congresso nazionale, a maggioranza islamista di Tripoli.

L’esecutivo e il parlamento si erano insediati dopo la tornata elettorale del 25 giugno scorso, boicottata dalla maggioranza dei libici. Le milizie filo-islamiste hanno festeggiato a Tripoli dopo la decisione della Corte. Il premier filo-islamista, Omar al-Hassi, ha poi promesso una nuova tornata elettorale. Lo scopo sarebbe quello di colmare la lacuna di cui soffrono gli islamisti ormai da mesi: la scadenza del mandato parlamentare che ha portato alle dimissioni forzate del premier Ali Zeidan, prima, e dato il via libera al golpe Haftar, poi.

Il ritorno della famiglia Gheddafi

Il verdetto dà un duro colpo all’operazione lanciata nelle ultime settimane da Haftar, e ancora in corso, per riconquistare Bengasi, liberando le basi militari conquistate dai jihadisti di Ansar al Sharia, e marciare verso Tripoli.

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