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Libia: svolta per una restaurazione militare nel mondo arabo in ottica anti-iraniana


Dopo le azioni militari della Giordania contro l’Isis in Siria e Iraq sono arrivati anche i bombardamenti contro l’Isis in Libia. Due Paesi arabi e sunniti, l’Egitto e la Giordania, storicamente alleati dell’Occidente nella regione. E se il Cairo sembrava essersi allontanato con l’avvento dei Fratelli Musulmani e la presidenza di Mohammed Morsi, da quando sono tornati al potere i militari con Al Sisi il riavvicinamento è cominciato.

Dopo le azioni militari della Giordania contro l’Isis in Siria e Iraq sono arrivati anche i bombardamenti contro l’Isis in Libia. Due Paesi arabi e sunniti, l’Egitto e la Giordania, storicamente alleati dell’Occidente nella regione. E se il Cairo sembrava essersi allontanato con l’avvento dei Fratelli Musulmani e la presidenza di Mohammed Morsi, da quando sono tornati al potere i militari con Al Sisi il riavvicinamento è cominciato.

 

Abyar, Libya Then-General Khalifa Haftar speaks during a news conference at a sports club in Abyar, east of Benghazi May 21, 2014. Growing frustration over the reality of life in eastern Libya, which contrasts with the promises of politicians, is feeding support for Haftar, who has set himself up as a warrior against Islamist militancy and who some also see as their saviour. Picture taken May 21, 2014. REUTERS/Esam Omran Al-Fetori

La Libia è l’ultimo capitolo, che segue però la repressione del terrorismo islamico in patria, al confine col Sinai ma non solo, la difesa a oltranza dei cristiani, i buoni rapporti con Israele e i tentativi di accreditarsi un ruolo nella soluzione del caos siriano.

«È improprio parlare di Isis in Libia», spiega Claudio Neri, direttore dell’Istituto Italiano di studi strategici. «In parte come già successo nel passato con Al Qaeda, Isis è diventato un “brand” che altre sigle prendono in prestito per ottenere maggiore visibilità mediatica. I gruppi terroristi in Libia esistono da anni, non sono certo arrivati con la nascita del Califfato islamico». Questi gruppi – in primis Ansar Al Sharia, alleato e in parte origine del neonato Isis libico – stanno guadagnando posizioni grazie allo scontro interno alla Libia tra il governo riconosciuto internazionalmente, che è dovuto fuggire a Tobruk e che può contare sull’appoggio di buona parte dell’apparato militare, specialmente del generale Khalifa Haftar, e il governo sostenuto dalle fazioni islamiche vicine ai Fratelli Musulmani che ha sede a Tripoli.

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