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Linguaggi – Il più potente oratore della nostra epoca

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Obama ha inaugurato un linguaggio politico come arma di azione e non solo di comunicazione.

 

 Barack Obama sarà ricordato per molti motivi: uno è la straordinaria qualità della sua retorica politica. In un’indagine tra i giovani americani, è qualificato eloquent; uno degli intervistati l’ha definito the most powerful speaker of our age.
Obama ha archiviato la stagione dei comunicatori repubblicani, e del loro addestramento di marketing commerciale che insegna a creare consenso sulle politiche associandole a istinti ed emozioni inconfessabili dei cittadini. L’apice è stato con George Bush Jr., e la sua lunga campagna della paura per il terrorismo.
Obama si è servito del discorso pubblico non come strumento di consenso ma come arma politica: egli non è un comunicatore; è un oratore classico che agisce attraverso la parola. Nel giugno 2004 si era appena imposto in un impossibile collegio senatoriale dell’Illinois; fu incaricato di intervenire alla convenzione democratica che decise la candidatura presidenziale di John Kerry: fu una prova memorabile, impressionò profondamente l’uditorio; Obama fu proiettato al centro della scena politica nazionale con il potere dell’eloquenza.

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