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GOSSIP INTERNAZIONALE

Conte su Macron: “Ci sentiamo sempre, anche su WhatsApp”

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Alla Giornata della memoria dei caduti dell’intelligence Conte non partecipa. Troppo impegnato al Consiglio Europeo…

È solo di poche settimane fa il gelo diplomatico tra Roma e Parigi che ha portato la Francia a richiamare l’ambasciatore Masset da Roma. Ieri, per la prima volta, si sono ritrovati, uno davanti all’altro, Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron al Consiglio Europeo di Bruxelles. In pubblico grandi pacche sulle spalle e ampi sorrisi, ma quando qualche giornalista francese ha chiesto a Macron la sua posizione sulla Tav il Presidente francese ha tagliato corto: «Non ho molto tempo da perdere». In serata i giornalisti italiani hanno poi chiesto a Conte: «Chi ha chiamato chi? Lei ha chiesto di incontrarlo o viceversa?». «Ci sentiamo sempre» – ha risposto il premier italiano – «anche su WhatsApp». Nessuno ha avuto il coraggio di chiedere: «Sì, ma in quale lingua?».

Macron non ha mancato di rimarcare il suo ruolo guida in Europa anche nei rapporti con la Cina, oscurando l’attenzione mediatica concentrata sulla visita di Xi Jinping in Italia.

Con un gigante come la Cina non si può avanzare in ordine sparso – questo l’avvertimento di Macron -, ma occorre ragionare a livello europeo e multilaterale. Ecco perché martedì, all’incontro di Macron con Xi Jinping a Parigi, saranno presenti anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

Seppur massimi responsabili dei due servizi di intelligence, quello italiano e quello francese, il modus operandi del premier Conte diverge notevolmente da quello di Macron.

Lo scorso 4 marzo, il Presidente francese è intervenuto in diretta streaming, dalla sede del Ministero dell’Interno, alla riunione di coordinamento tra i vari capi dei servizi europei (il cosiddetto Paris Group), e ha rivolto un appello a tutte le intelligence europee, insistendo sulla necessità di condividere al massimo le informazioni sui cosiddetti foreign fighters e i fenomeni di radicalizzazione islamica. Un messaggio di grande unità a favore dei valori europei proprio in coincidenza con il lancio del manifesto antisovranista (anti Le Pen, Salvini, Orbán) a tutti i Paesi Ue. Appello subito raccolto dall’intelligence italiana che, anche su impulso di Conte, sta lavorando a una conferenza internazionale – che avrà luogo a maggio a Roma – delle intelligence più impegnate sul fronte islamico radicale.

La diretta streaming poteva rappresentare una buona soluzione tecnica anche per Conte che, al contrario, si è limitato a inviare il solito messaggio burocratico, oggi da Bruxelles, alle vedove dei quattro uomini dell’intelligence morti in servizio: Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D’Auria, Pietro Antonio Colazzo. “È con sentimenti di immenso rammarico e infinito dispiacere” – dice il messaggio del premier – “che mi trovo costretto a rinunciare, contro la mia volontà, a presenziare alla celebrazione della Giornata della memoria dei Caduti dei Servizi di Informazione e Sicurezza della Repubblica. Un impegno internazionale inderogabile, il Consiglio Europeo, mi ha portato lontano da Roma, nondimeno avverto il profondo obbligo, non solo istituzionale, ma anche umano e morale, di esprimere a tutti voi, donne e uomini del Dis, dell’Aise e dell’Aisi, la mia più sentita vicinanza, e di essere comunque partecipe di questo intenso momento di memoria e raccoglimento. Vivo questa Giornata come un omaggio tanto doveroso, quanto peculiare degli appartenenti agli organismi informativi che hanno silenziosamente sacrificato la propria vita”.

Tutto vero.

Ma forse Conte era troppo impegnato a inviare messaggi su WhatsApp a Macron…

@pelosigerardo

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