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Macron in Ruanda, 27 anni dopo il genocidio


La missione diplomatica di Macron rappresenta la tappa finale della normalizzazione dei rapporti con il Ruanda. In programma, il vertice Africa-Francia il prossimo ottobre

La missione diplomatica di Macron rappresenta la tappa finale della normalizzazione dei rapporti con il Ruanda. In programma, il vertice Africa-Francia il prossimo ottobre

A oltre dieci anni di distanza dall’ultima visita di un capo di Stato francese in Ruanda, lo scorso 27 maggio il Presidente Emmanuel Macron si è recato a Kigali, la capitale del Paese africano. La missione diplomatica di Macron arriva a 27 anni dal genocidio cominciato nell’aprile del 1994, che nell’arco di pochi mesi avrebbe lasciato sul terreno circa 800mila persone (tra tutsi e hutu moderati). Una visita molto attesa, volta a normalizzare le relazioni tra i due Paesi, rimaste tese per oltre un quarto di secolo a causa delle narrazioni contrastanti sul ruolo della Francia durante il genocidio. E le aspettative della vigilia non sono state disattese, come dimostrano le parole pronunciate dal venticinquesimo inquilino dell’Eliseo davanti al memoriale di Gisozi, dove sono sepolti i resti di 250mila delle vittime del genocidio.

La missione di Macron

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