Marocco, il Medioevo dei gay


Una volta era il paradiso dei gay. Il luogo dove si rifugiavano gli americani e gli europei in fuga dalle leggi repressive e puritane dei propri paesi. A Tangeri o in altre città del Marocco, aristocratici e letterati scoprivano la libertà di vivere desideri e passioni senza il pericolo di essere molestati.

Una volta era il paradiso dei gay. Il luogo dove si rifugiavano gli americani e gli europei in fuga dalle leggi repressive e puritane dei propri paesi. A Tangeri o in altre città del Marocco, aristocratici e letterati scoprivano la libertà di vivere desideri e passioni senza il pericolo di essere molestati.

 

Fu in un alberghetto nascosto poco lontano da Boulevard Pasteur a Tangeri che William Burroughs scrisse Il Pasto Nudo, uno dei romanzi più controversi del ventesimo secolo. E dalla stessa stanza Burroughs nel 1954 inviava delle lettere ad Allen Ginsberg in cui raccontava con disinvoltura le sue avventure omosessuali.

La stessa Tangeri, racconta la BBC, che l’accademico inglese Andrew Hussey descriveva come “un’utopia di pericolosi e sconosciuti piaceri”. Ma erano gli anni Cinquanta. Il Marocco era un crocevia di amministrazioni europee, privo di regole rigide, dove la vita per gli occidentali scorreva tra ritmi rilassati in un clima di tolleranza praticata, più che predicata.

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