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Mediazione israeliana, silenzio palestinese


La crisi ucraina ha lasciato non poche ripercussioni tra Israele e i Territori Palestinesi. Hamas, in grande crescita tra gli studenti, ha vinto in molte città, scalzando Fatah e l’Anp, che rischia lo scioglimento

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[GERUSALEMME] Corrispondente per diverse testate, dopo 6 anni in India e 5 in Cina per Ansa. Autore e conduttore di Radio 3, è esperto di Asia e Medio Oriente.

La crisi ucraina ha lasciato non poche ripercussioni tra Israele e i Territori Palestinesi. Hamas, in grande crescita tra gli studenti, ha vinto in molte città, scalzando Fatah e l’Anp, che rischia lo scioglimento

La crisi ucraina derivata dall’invasione russa e dalla successiva guerra ha lasciato non pochi strascichi tra Israele e Territori Palestinesi. Gerusalemme da sempre è legata al mondo russofono: sia per l’alta presenza di ebrei in entrambi i Paesi in conflitto, sia per le implicazioni geopolitiche soprattutto mediorientali. Il Governo palestinese, dal canto suo, è strettamente dipendente da Mosca. Non a caso, l’Autorità nazionale palestinese è stata una delle poche realtà governative al mondo a non criticare la mossa di Putin. Neanche il premier israeliano Naftali Bennett ha criticato la decisione del presidente russo di invadere il Paese vicino, ci ha pensato invece il suo Ministro degli Esteri, Yair Lapid, e poi il Paese della stella di Davide ha preso seri provvedimenti internazionali.

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