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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Esercitazioni nel Mediterraneo: sale la tensione

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Il Ministro tedesco Maas tra Ankara e Atene per mediare, anche la Nato preoccupata per l’escalation tra i due alleati

La nave turca Oruc Reis. REUTERS/Yoruk Isik

Scende in campo la diplomazia per sedare le tensioni tra Turchia e Grecia sulla disputa per le esplorazioni oil&gas nel Mediterraneo Orientale. Il Ministro degli Esteri Heiko Maas si è recato in visita ad Ankara e Atene per cercare un compromesso tra i due Paesi, che si sono detti entrambi disponibili a una soluzione. Ma col prosieguo delle esplorazioni della nave Oruҫ Reis e all’indomani del trattato Grecia-Egitto sui confini marittimi, la situazione appare ulteriormente complicata dall’esercitazione navale congiunta ribattezzata Eunomia tra le flotte della nazione ellenica, Cipro, Italia e Francia. In compenso, la Turchia ha condotto un training exercise con gli Stati Uniti, in quello che può essere considerato un tentativo di riavvicinamento in ambito Nato per un alleato, Ankara, divenuto un player geostrategico regionale sempre più importante.

La mediazione della Germania

Il lavoro di Maas ha portato alla luce la volontà di Turchia e Grecia di poter dialogare sulla questione delle risorse petrolifere e di gas in quell’area del Mare Nostrum. L’esponente del Governo di Angela Merkel ha affermato che “l’attuale situazione è come giocare col fuoco, dove anche la più piccola fiammata può portare al disastro. Nessuno — ha proseguito il Ministro degli Esteri tedesco — può avere interesse in questo, ancor di meno un confronto militare tra partner Nato e Paesi vicini”.

Mevlut Cavusoglu, titolare degli Esteri di Ankara, è convinto che la Grecia dovrebbe abbandonare il suo “approccio massimalista” come condizione minima necessaria affinché il dialogo possa iniziare. Ma “siamo aperti alla discussione, senza precondizioni”, ha aggiunto l’alleato di Recep Tayyip Erdogan. Dal canto suo, il Ministro di Atene Nikolaos Dendias ritiene che la Turchia stia perseguendo “l’ideologia neo-ottomana. Nel mentre che parliamo, continua ad agire illegalmente, per arrivare all’escalation e provocare. Siamo testimoni del tentativo d’implementazione dell’espansionismo contro vicini e alleati”.

Le parole di Erdogan

Incontrando il collega greco, Maas ha portato “due messaggi ad Atene. Il primo è che la Germania e l’intera Unione Europea è dalla parte della Grecia. L’altro, di eguale importanza, riguarda l’assoluto bisogno di segnali di de-escalation e prontezza per il dialogo”. Non sarà semplice, specie in seguito alle parole del Presidente Erdogan: “Prenderemo ciò che ci appartiene nel Mediterraneo, nel Mar Egeo, nel Mar Nero. Non faremo concessioni sui nostri diritti”.

I timori dell’Alleanza Atlantica

Anche la Nato in campo: si è discusso della situazione nel Mediterraneo Orientale all’incontro dei Ministri della Difesa dell’Ue, ospitato a Berlino. Jens Stoltenberg, Segretario Generale del Patto Atlantico, si è detto “preoccupato” per la vicenda, sottolineando l’importanza di Turchia e Grecia per l’Alleanza Atlantica. “Dobbiamo trovare una soluzione che sia basata sullo spirito di solidarietà dell’Alleanza e sul diritto internazionale”.

@melonimatteo

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